concerto realizzato in collaborazione con Edizioni BNC Music
Colpevole di tracotanza, il gigante Nembrot, che incontriamo nell’Inferno Dantesco, è condannato in eterno a non poter comunicare altro che versi senza alcun senso, restandogli solo il suo corno da suonare…
In un immaginario dialogo col personaggio, nell’Ep (caratterizzato dal contrasto tra ariose melodie di fiati e acidi riff chitarristici) si rivela la confusione e la incomunicabilità della nostra Babele contemporanea, abbracciando le contaminazioni tra stilemi jazzistici e declinazioni math rock, e confermando così il ruolo chiave di Palermo e Sicilia come ideali crocevia di molteplici influenze musico-culturali.
ZONA ACORDONADA Raúl Cantizano
concerto per chitarra flamenca preparata
Zona Acordonada è un concerto per chitarra preparata a partire dalla chitarra flamenca con l’intento di estenderne le corde, cambiando prospettiva e riflettendo sulle attuali possibilità del flamenco. Raúl Cantizano trasforma il suo strumento incorporando elementi esterni, sia elettronici che analogici, progettati da lui stesso, come motori, ventole e potenziometri. Combinando gestualità, performatività ed elaborazione del suono dal vivo, genera un nuovo linguaggio per chitarra flamenca con influenze provenienti dal free jazz, dall’improvvisazione, dall’ambient e dalla musica elettronica. Uno degli obiettivi principali del suo progetto è quello di utilizzare la tecnologia come strumento di hacking creativo. Tutto “l’apparato” è esposto e messo in risalto come parte dell’azione performativa, con un suo significato proprio, e ricostruisce l’immaginario visivo della chitarra, rivelandone la natura protesica. Il flamenco è considerato come strumento/mezzo creativo ricco di contenuti e potenzialità, senza mirare alla “purezza” o a una forma flamenca tipica come meta. Piuttosto, si presenta come un appello all’eterodossia, all’impurità e al remixing come unici percorsi possibili per l’apprendimento, la crescita e l’evoluzione di un’arte e di una società.
concerto realizzato in collaborazione con Instituto Cervantes (Palermo)
Bio
Raúl Cantizano (Siviglia, 1973) è un chitarrista inclassificabile e unico, un esploratore dei limiti dello strumento e del genere. La sua musica, un mix di flamenco, ambient, improvvisazione e rock, è sperimentale nel vero senso della parola. Attenzione, alto grado di audacia!
Come chitarrista, ha accompagnato e partecipato ad alcuni dei progetti di flamenco più innovativi del XXI secolo. Crea e dirige la musica per numerose produzioni teatrali.
Chitarrista fisso del Niño de Elche, si esibisce anche con Rocío Márquez e Andrés Marín, e ha collaborato con Llorenç Barber e Juan Carlos Lérida, tra molti altri artisti di flamenco. Belén Maya, Choni Cía Flamenca, Marco Vargas & Chloé Brûlé, Yinka Esi Graves, María Moreno…
Ha co-fondato, con Santiago Barber, la società di produzione sperimentale bulos.net, dove ha diretto progetti come Bulos y tanguerías, Vaconbacon, cantar las fuerzas, Cartuja a Ras, Operación salida de tiesto, Carta flamenca a Nam Jun Paik e Diálogos Electro Flamenco.
Compone anche per film come NO, un cuento flamenco di José Luís Tirado e Aquí polígono sur di Paco Baños. Ha anche contribuito ad altri film come Nueve Sevillas e Canto Cósmico.
Tra le sue registrazioni ci sono i due LP pubblicati come ProscritosDF e i suoi album solisti Guitar Surprise, Puro y Auténtico e Zona Acordonada (La Castanya 2021). Ha collaborato anche con Marco Serrato in Tiento Madera (tsss tapes 2021). “Raúl Cantizano & Hidden Forces Trio” (Sentencia Records 2023) vanta collaborazioni con artisti come Mike Watt (Stooges, Minutemen), Howie Reeve e Collin Webster. È stato anche direttore musicale di Zarabanda di Sebastián Cruz (Winter & Winter 2023) e ha prodotto Las tres Marías di María Marín.
Il suo lavoro “Zona Acordonada” è presentato come un concerto audiovisivo di chitarra flamenca, una collaborazione con Los Voluble. Ha debuttato alla 21a Biennale di Flamenco di Siviglia e negli ultimi anni ha frequentato ed è stato ospite di in un’ampia varietà di luoghi e festival, tra cui LEM, Monkeyweek, Vang, Flamenco On Fire, Conde Duque, Flamenco viene del Sur, London Flamenco Festival, Eurojazz in Messico e il Flamenco Festival di New York.
ES
Raúl Cantizano (Sevilla 1973) es un guitarrista inclasificable y único, un explorador de los límites del instrumento y de los géneros. Su música, entre el flamenco, el ambient, la improvisación y el rock, es experimental en el sentido más diáfano de la palabra. ¡Atención! alto grado de imprudencia.
Como guitarrista ha acompañado y formado parte de los proyectos más renovadores del flamenco del siglo XXI. Crea y dirige la música en multitud de propuestas escénicas. Guitarrista habitual de Niño de Elche, actúa también junto a Rocío Márquez o Andrés Marín, ha colaborado con Llorenç Barber o Juan Carlos Lérida entre muchos otros artistas flamencos; Belén Maya, Choni Cía Flamenca, Marco Vargas & Chloé Brûlé, Yinka Esi Graves, María Moreno…
Creó, junto a Santiago Barber, la factoría experimental bulos.net, donde dirigió propuestas como Bulos y tanguerías, Vaconbacon, cantar las fuerzas , Cartuja a Ras, Operación salida de tiesto, Carta flamenca a Nam Jun Paik o Diálogos Electro Flamencos.
Compone también para películas como NO, un cuento flamenco de José Luís Tirado y Aquí polígono sur; de Paco Baños. Y participa en otras como Nueve Sevillas, y Canto Cósmico.
Entre sus trabajos discográficos cabe destacar los dos LPs editados como ProscritosDF, o en solitario Guitar Surprise, Puro y Auténtico, Zona Acordonada (La Castanya 2021). Junto a Marco Serrato Tiento Madera (tsss tapes 2021). “Raúl Cantizano & Hidden Forces Trio” (Sentencia Records 2023)donde colaboran artistas como Mike Watt (Stooges, Minutemen), Howie Reeve o Collin Webster. Asume la dirección musical de Zarabanda (Winter&Winter 2023) de Sebastián Cruz, y produce Las tres Marías de María Marín.
Su trabajo Zona Acordonada se presenta como concierto audiovisual de guitarra flamenca preparada junto a Los Voluble. Se estrenó en la XXI Bienal de Flamenco de Sevilla y en los últimos años recorre escenarios y festivales tan variados como LEM,Monkeyweek, Vang, Flamenco On Fire, Conde Duque, Flamenco viene del Sur, London Flamenco Festival. Eurojazz en México o Flamenco Festival de Nueva York.
APICES
JEM 3
JEM3 è un trio di improvvisazione che riunisce i talenti eterogenei di tre musicisti unici: il batterista JT Lewis, il chitarrista/suonatore di ance Elliott Sharp e il chitarrista Marco Cappelli. La band ha trovato la sua genesi in un set improvvisato da una richiesta/idea di Marco Cappelli: il risultato della sessione è stato molto apprezzato e così i tre musicisti hanno deciso di proseguire proponendo concerti fino alla registrazione del trio ai GSI Studios di New York. Oltre alla padronanza dei loro strumenti e agli approcci innovativi, JEM3 opera a partire dalla strategia della composizione spontanea, con struttura e arco narrativo che vanno di pari passo all’inventiva strumentale.
L’album di debutto di JEM3 si intitola Apices ed è stato pubblicato dall’etichetta austriaca (con sede a Vienna) Klang Galerie nell’aprile 2025.
concerto realizzato con il supporto di Nuovo Imaie
SOGLIA
La percussione è qui intesa come spazio di attraversamento: tra gesto e suono, corpo e strumento, presenza e controllo. Ogni brano abita una soglia diversa, un punto di tensione in cui il materiale sonoro si espone, si consuma, si trasforma.
Il concerto si configura come un percorso liminale, dove il confine non è mai stabile ma costantemente messo in crisi dall’atto performativo.
Programma di sala:
Thierry De Mey Silence must be
Iannis Xenakis Rebonds B
Giya Kancheli Miniature for vibraphone
Pierre Jodlowski Time & money
Jacob TV Grab it!
Casey Cangelosi Timeless planet devouring interkillactic cyber God, or whatever
Vinko Globokar Corporel
BIO
Giulia Lo Giudice (Palermo, 1999) è una percussionista e pianista palermitana. Diplomata con il massimo dei voti e la lode in Pianoforte presso il Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo sotto la guida della Prof.ssa V. Vernuccio, ha successivamente conseguito il Diploma Accademico di II livello in Strumenti a Percussione con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore, sotto la guida della Prof.ssa F. Ricevuto.
Vincitrice di numerosi primi premi assoluti in concorsi nazionali e internazionali, si è distinta al concorso nazionale “Giovani musicisti” dell’associazione Amici della Musica “B. Albanese” di Caccamo, al prestigioso Premio delle Arti – edizione Premio Abbado – e al World Music Competition – Ibla Grand Prize, dove ha ricevuto la menzione speciale “Keiko Abe”. Questo riconoscimento le ha offerto l’opportunità di intraprendere una tournée negli Stati Uniti, culminata con un concerto alla Carnegie Hall di New York, dove è stata inoltre insignita del “Carnegie Hall Audience Award 2017”.
Ha seguito masterclass e corsi di perfezionamento e svolge un’intensa attività concertistica come solista e in formazioni da camera. Recentemente è risultata vincitrice di una borsa di studio presso l’Accademia Musicale Chigiana per l’anno 2025. Attualmente è docente di Strumenti a Percussione presso la scuola secondaria di I grado
MIKROPHONIE I di Karlheinz Stockhausen
Un grande strumento a percussione: un tam-tam di 190 cm di diametro, una sottile lastra di metallo che si fa possente e magico generatore di suoni in grado di produrre il numero più ampio possibile di frequenze e di entrare idealmente in risonanza con i suoni del mondo. Mikrophonie I (1964) è una composizione rivoluzionaria di Karlheinz Stockhausen che per la prima volta fa suonare uno strumento in modo non ortodosso e lo ausculta attraverso il ruolo ‘attivo’ dei microfoni e dei filtri elettronici. Un viaggio di esplorazione e di immersione nel pieno dei suoni e nel vuoto del silenzio, in cui inizio e fine si confondono, in cui la linearità del tempo si perde nella successione di 33 momenti composti da Stockhausen ma la cui successione, secondo rigorosi criteri stabiliti dal compositore, viene definita ogni volta dagli interpreti.
Concerto in collaborazione con il Conservatorio di Palermo Alessandro Scarlatti
Il giovane pianista catanese Emanuele Pino propone un recital dedicato al grande repertorio contemporaneo, con musiche di Aldo Clementi, Mark Andre (di cui sarà eseguita la prima esecuzione italiana dei Vier Stücke für Klavier, 2023), Luciano Berio, Emanuele Casale e Salvatore Sciarrino.
Un percorso intenso tra ricerca sonora, virtuosismo e profondità espressiva.
Programma di sala:
Aldo Clementi Preludio (1944); Loure (1998); Variazioni (1999); Invenzione 4 (2003)
Mark Andre iv 11(2011-15/Rev. 2017); Vier Stücke für Klavier (2023) prima esecuzione italiana
Luciano Berio Sequenza IV (1965-66)
Emanuele Casale Le cose nascono piano (2019)
Salvatore Sciarrino II Sonata (1983)
BIO
Catanese, 19 anni, Emanuele Pino viene ammesso nel 2020 al Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania nella classe della prof.ssa Graziella Concas. È stato ammesso al “Call For Young Performers 2025- 26, International Divertimento Ensemble Academy” in cui approfondisce il repertorio contemporaneo con la prof.ssa Maria Grazia Bellocchio a Milano. Ha partecipato ad importanti corsi di perfezionamento con pianisti di fama internazionale quali Benedetto Lupo, Boris Petrushansky, Cyprien Katsaris, Siavush Gadjiev, Peter Donohoe, Maria Grazia Bellocchio, Roberto Prosseda.
Nel 2023 ha ricevuto il “Premio giovani eccellenze” durante la stagione concertistica “IBLA CLASSICA”.
Sin da giovanissimo si impegna con dedizione nella Musica Contemporanea. Il suo repertorio accoglie l’Arte di autori del XX e del XXI secolo come Salvatore Sciarrino, che ha espresso apprezzamenti verso il pianista riguardo l’interpretazione della sua “II Sonata”. Nel 2025 ha preso parte al convegno “100 anni di Aldo” presso l’Universitá di Catania organizzato in occasione del centenario della nascita di Aldo Clementi, eseguendo quattro composizioni del compositore Catanese. Ha collaborato con il grande compositore Alessandro Solbiati, di cui ha eseguito una selezione di pezzi dall’opera “Corde e martelletti”, prendendo parte al Seminario “La Musica del nostro tempo e la Sicilia” tenutosi ad Acireale nel 2024. Nel 2025 ha vinto il Primo Premio Assoluto con la votazione massima al concorso di Musica Contemporanea “Città di Treviso”. Nello stesso anno vince anche il secondo premio al Concorso di esecuzione di Musica Contemporanea “Giulio Rospigliosi”. Lavora con compositori siciliani viventi come Luciano Maria Serra e Matteo Musumeci di cui ha eseguito alcune composizioni per la prima volta.
Dall’età di sedici anni tiene regolarmente concerti per associazioni come Associazione Siracusana Amici della Musica presso il Teatro Massimo Città di Siracusa, Bellini international context presso il Teatro Sangiorgi, Luogocomune, Etna Musa Festival, Associazione Floridiana Amici della Musica, Associazione Vittorio Guardo, Associazione culturale Jean Baptiste Lully, Lions e Leo Club e partecipa a numerose iniziative del Conservatorio della sua città. Nel 2022 ha preso parte al Progetto Franck organizzato dal Conservatorio di Catania; nel 2023 ha partecipato al Progetto Ligeti, organizzato dallo stesso Conservatorio, eseguendo “Étude 8: Fém”, “Étude 11: En suspens” e “Musica Ricercata”, mentre nel
2025 è stato selezionato per il progetto “Bach.340, esecuzione integrale del secondo volume del Clavicembalo ben temperato”; nello stesso anno ha altresì preso parte al Progetto Berio eseguendo “Sequenza IV” e “Beatles songs” al clavicembalo; in occasione del Progetto “Satie 2025, cent ans d’héritage” ha interpretato “Sports et Divertissements”. Nel 2024 ha vinto la borsa di studio di II premio al “Premio Simona Savino” indetto dal Conservatorio di Catania.
É vincitore di numerosi primi premi assoluti, primi premi e premi speciali in concorsi nazionali ed internazionali:
Vincitore Primo Premio al 35° Concorso Pianistico Internazionale “Città di Albenga”, Vincitore Primo Premio al 10° Concorso Pianistico Internazionale “Città di San Donà di Piave”, Vincitore Primo Premio assoluto e Premio Speciale “Yoshiaki Shibata” al XII Concorso Musicale internazionale “Amigdala”, Vincitore Primo Premio al XIII concorso musicale internazionale “Amigdala”(cat. senza limiti d’età), Vincitore Primo Premio Assoluto al VII Concorso Musicale Europeo “Città di Siracusa” (cat. fino ai 30 anni) e Premio speciale “Città di Siracusa”, Vincitore Primo Premio Assoluto al III Concorso Musicale Internazionale Lions “Valle dell’Etna” (sez. fino ai 35 anni), Vincitore Primo Premio al II Concorso Musicale Internazionale Lions “Valle dell’Etna”, Vincitore Primo Premio Assoluto al I Concorso Musicale Nazionale “Città di Avola”, Vincitore Primo Premio Assoluto al Concorso Nazionale “Vittorio Blanco” 2018, Vincitore Primo Premio al Concorso Nazionale “Vittorio Blanco” 2019, Vincitore Primo Premio Assoluto al Concorso Internazionale per musicisti “G. Campochiaro” (nelle edizioni del 2017, 2018 e 2020), Vincitore Primo Premio al “VI Concorso Nazionale Musicale della Riviera Ionico-Etnea”.
Mazurek e Puglisi collaborano dal 2020 in duo, con il quintetto Immortal Birds Bright Wing (con Pasquale Mirra, Danilo Gallo e Cristiano Calcagnile e nel quartetto (con Ingebrigt Haken Flaten e Chad Taylor) con il quale si sono esibiti al festival di Saalfelden nel 2024. Recentemente hanno collaborato nell’opera sperimentale di Mazurek “This Existence Ever Flare” dedicata Marshall Allen e prodotta da I Teatri di Reggio Emilia e Angelica Festival.
Presentano un repertorio di improvvisazioni dalle quali emergono composizioni originali e brani della storia del jazz liberamente rielaborati.
BIO
Rob Mazurek è un compositore, trombettista, improvvisatore e visual artist nato a Jersey City negli Stati Uniti nel 1965 e adesso residente a Marfa, Texas.
Nel 1996 Mazurek dopo avere fatto parte per molti anni della scena dell’avanguardia di Chicago ha formato il Chicago Underground Collective con il chitarrista Jeff Parker ed il batterista Chad Taylor. All’inizio degli anni 2000 si è affermato collaborando con artisti provenienti da vari generi musicali come Jim O’Rourke e la band dei Tortoise.
Ha vissuto dal 2000 al 2005 a São Paulo in Brasile dove ha fondato il São Paulo Collective espandendo le possibilità della musica tradizionale brasiliana.
Nel 2005 su commissione del Chicago Cultural Center e del Jazz Institute di Chicago ha fondato la Exploding Star Orchestra con l’obiettivo di esplorare la tradizione della scena della città.
Ha inciso più di 80 album collaborando tra gli altri con artisti come Pharoah Sanders, Bill Dixon, Roscoe Mitchell, Yusef Lateef, Fred Anderson, Nanà Vasconcelos, Nicole Mitchell, Kris Davis, Steve Swell, Hamid Drake. Ha ricevuto varie commissioni da istituzioni prestigiose come la Graham Foundation for Advanced Studies in the Fine Arts per la colonna sonora del film “The Farnsworth Scores” con la filmmaker Lee Anne Schmitt. Mazurek lavora anche come visual artist (incorporando suono, pittura e video) con performance e mostre presso la Rotko Chapel di Houston, in Francia presso la Gantner Multi-Media Center di Bourgogne, la Grande Fabrique di Dieppe e l’URDLA Centre Estampe et Livre di Villeurbanne, alla Galeria Coletivo di São Paulo ed a New York e Chicago.
Fabrizio Puglisi è pianista, compositore ed improvvisatore. Nel 1992 è tra i fondatori a Bologna del collettivo di musicisti Bassesfere per lo sviluppo della musica improvvisata e di ricerca. Si laurea con lode al DAMS di Bologna nel 1995. Dal 1997 al 2002 si è stabilito per lunghi periodi ad Amsterdam dove ha collaborato con musicisti della scena internazionale come Tristan Honsinger, Han Bennink, Sean Bergin ed Ernst Reijseger.
Ha collaborato con musicisti che hanno segnato la scena del jazz e delle musiche di ricerca da Lester Bowie a John Zorn, da Steve Lacy a Butch Morris, da Rob Mazurek ad Enrico Rava, da Louis Sclavis ad Alvin Curran esibendosi in festival negli Stati Uniti e in Canada, Europa, Africa, Turchia, India, Georgia e Messico.
Ha inciso per etichette europee ed americane (con, tra gli altri, Han Bennink, Kenny Wheeler, Gunter “Baby” Sommer, Ray Mantilla, l’Italian Instabile Orchestra, Gianluca Petrella e Roberto “Freak” Antoni) ed è stato più volte ospite nei programmi di RAI Radiotre (Radiotre Suite, Battiti, I Concerti del Quirinale, Invenzioni a due voci).
Da sempre ama sconfinare nei territori di altri linguaggi artistici interagendo con la danza e le coreografie di Giorgio Rossi, Barbara Toma, Melaku Belay, Emma Scialfa, Hisako Horikawa e collaborando con attori e autrici (Elena Bucci), giornalisti (Marco Travaglio nello spettacolo teatrale “Promemoria”), scrittori (Wu Ming 1, Stefano Tassinari), poeti (Alberto Masala), registi (Enrico Masi) ed artisti visivi.
Insegna Pianoforte Jazz al Conservatorio “Frescobaldi” di Ferrara e alla Siena Jazz University
Acre lavora su forme, figure, luoghi della musica e dell’ascolto. Il suono di Acre, in continua mutazione, fluisce da alterne percezioni, prassi musicali comunicanti e dal modo in cui queste vengono lasciate interferire. La pratica dell’improvvisazione, l’elaborazione in tempo reale dei suoni e delle idee, la ricerca timbrica e gestuale, sono alcune delle strategie percorse nella continua ricerca di una rinnovata relazione. PPeter Evans, Gianni Gebbia, Michael Thieke, Ludovica Manzo, Esa Pietila sono ad oggi, i partner che hanno contribuito alla musica di Acre. A gennaio 2025 è uscito il quarto disco di Acre “Praxis” che è stato registrato live ad Area Sismica ed è edito dall’etichetta Folderol. La copertina è il risultato dell’incontro tra l’opera dell’artista romana Federika Fumarola “Monogamma Viola” ed il graphic design di Antonio Serra, ed è stato stampato in offset su carta martellata da 320 gr. Preceden Precedentemente il trio ha pubblicato ”Different Constellation” insieme a Ludovica Manzo su AUT Records, “Unexpected Variations“ per Creative Sources Records, “Acre” con Megasound. Acre ha suonato in prestigiose sale europee tra cui il MOZG a Varsavia, WIM di Zurigo, 4Fakultaet ad Amburgo, LEHRTER SIEBZEHN di Berlino, Prulcek a Ljubiana, Interpenetration a Graz.
La sensibilità e versatilità artistica della virtuosa violinista tedesca Gunda Gottschalk incontra le evoluzioni sonore dell’esploratrice vocale siciliana Miriam Palma, per dare vita ad un inedito duo di improvvisazione altamente performativo ed imprevedibile.
BIO
Dal 1994 al 2002 ha suonato in varie formazioni con Peter Kowald, tra cui durante il progetto 365 Tage vor ORT e nella formazione del villaggio globale di Peter Kowald.
Con i suoi ensemble e come solista, si è esibita in festival di musica contemporanea e improvvisata in tutta Europa ed è stata ospite negli Stati Uniti, in Canada, Russia, Mongolia, Cina, Myanmar e Camerun.
È l’iniziatrice di vari progetti su larga scala: sounds of shanghai orchestra exchange China-Germany 2013, music theatre the 10 commandments of the clown per ensemble d’archi trombone, percussioni, danzatori, clown e attori 2018, 2 grandi opere partecipative con i Wuppertaler Bühnen e 140 bambini e giovani di Wuppertal (2017 e 2020).
Il suo concerto Post Babel con 9 attori è stato trasmesso su Deutschlandfunk nel giugno 2021. Nel 2023 ha realizzato la colonna sonora dal vivo del radiodramma “Die Zikaden” 2023 di Ingeborg Bachmann con orchestra di mandolini, attori e ensemble di improvvisazione. È in preparazione il suo ultimo progetto “Freedom Dreams” in collaborazione con musicisti tedeschi e africani.
In NRW, anima la scena attraverso varie attività: concerti con Partita Radicale, la compagnia di teatro inclusivo Pour-Ensemble, la serie Soundtrips NRW, la programmazione della Peter Kowald Gesellschaft “ORT” e il festival biennale Future Now.
Si è dedicata fin da giovanissima alla ricerca vocale, studiando diverse tecniche canore praticate nel mondo: canto armonico, emissione di diplo e triplofonie e altre diverse potenzialità che la voce umana è in grado di esprimere, coltivando l’interesse e la pratica della tradizione canora siciliana-mediorientale, della lirica, dando vita ad un linguaggio espressivo originale, attento all’improvvisazione, alla scrittura, alla ricerca poetica, narrativa e teatrale.
Ha studiato tecnica di canto con Marisa Raineri, corsi di perfezionamento vocale con Michico Hirayama, Sainkho Namtchylak.
Si è formata come attrice partecipando per diversi anni ai laboratori teatrali condotti da Vincenza Modica attrice del teatro di Antonio Neweillar , laboratori condotti da Leo De Berardinis, e frequentando il teatro di Enzo Moscato, Toni Servillo, Mario Martone etc…studia dizione con Rinaldo Clementi. Tenendo conto del potere terapeutico della voce comincia un percorso tra “medicina e arte”, approfondisce la conoscenza della bioenergetica e integrazione posturale studiando con il maestro Jack Painter, mettendo in pratica una propria tecnica che coniuga integrazione posturale, canto e teatro.
E’ stata chiamata ad insegnare e a portare il suo spettacoli all’Istitute Living Voice di Marsiglia (uno dei centri più prestigiosi di ricerca vocale, dove sono state invitate personalità come Diamanda Galas, Sainkho Namtchylak, Meredith Monk etc.. ). Ha tenuto conferenze e seminari, per l’università di Chieti, Palermo, Bologna, Catania, Parigi, Udine, Venezia, Svizzera ( Pierre Marietan GERM laboratoire Acoustique et Musiche Urbane de l’Ecole d’Architetture de Paris la Villette).
Ha partecipato con i suoi spettacoli ai più importanti festivals Europei ed Internazionali, ne citiamo solo alcuni per brevità di eposizione: “Oltremare” RADIO 3 RAI (Roma) – Etnojazz Festival (Gibellina – TP) – TaorminArte – JazSpektakel (Wuppertal – D) – Festival di S.Arcangelo di Romagna (RN) -Suoni del ‘900 (E.A.Teatro Massimo – Palermo) – Jazz a Mulhouse (Francia) – Jazz aux Piramides (Welkenraedt – B) – Festival Musique Actuelle (Victoriaville – Québec CANADA 97) – Saalfelden Festival (Austria) – Sound Symposium (St. John’s CANADA) – La voix de la mediterraneè (Lodeve F )– International Film Festival (Rotterdam 2001) – Festival Amadeus (CH)-I.LV.Istitute living voice Marsiglia -Festival di Ortigia, Festival città delle donne Lubiana, Maribur -Teatro del KraK Università degli studi Chieti, Voci audaci Ascona Svizzera -Toulouse-Le Marathon des Mots Francia -Chiesa dei Teatini IX Festival Organistico Internazionale Albert Schweitze, Teatri di pietra, Segesta, Amici della Musica, Teatro Biondo Re e impostori (Palermo 2017), Brasile regione del Ceara’Fortaleza, Sobral, Jauseiro do norte (2018),Selinunte parco archeologico (TP 2018)Canicattini Bagni ( SR 2018), Pozzallo (SR 2018), Sambuca di Sicilia ( teatro L’Idea 2018) Teatri di Pietra (Palagonia, Modica, Eraclea Minoa 2019) Teatro dei due mari (Patti Marina, Villa Pisani 2019) Teatro Andromeda di Lorenzo ( S.Stefano Quisquina AG)
concerto realizzato con il support del forum austriaco di cultura
“…non è solo un altro trio, questo è uno dei nuovi gruppi più interessanti del pianeta. Lungi dal seguire percorsi noti, questo gruppo si concentra su una musica calma e silenziosa, senza cercare di rendere i suoni più interessanti di quanto non siano di per sé. Lasciandosi alle spalle il virtuosismo evidente, si concentrano piuttosto sul virtuosismo nascosto, trasformando ogni concerto in un’esperienza inedita. “…grazie per averci pulito le orecchie!” rm (rm potrebbe essere Roscoe Mitchell, ma non lo è)
Klaus Filip è un musicista, sound artist e programmatore con sede a Vienna. Il focus principale del suo lavoro sono le onde sinusoidali, la loro rappresentazione nel tempo e le soglie della percezione. Come sound artist, cerca di intersecare suono e luce. Gestisce un progetto software chiamato ppooll, ampiamente utilizzato dai musicisti improvvisatori di tutto il mondo.
Studi di musicologia ed elettroacustica a Vienna. Insegna presso l’Università di Arti Applicate. Co-curatore del festival Rehaeat a Nickelsdorf/Austria.
Christian Kobi è un musicista e compositore svizzero. Il suo lavoro esplora la relazione tra suono, silenzio e azione nello spazio. Ha studiato musica a Basilea, Parigi e Zurigo, specializzandosi in musica sperimentale e improvvisazione. Kobi collabora e crea con diversi musicisti, compositori e artisti, nell’ambito di partnership di lunga data con artisti come Phil Niblock, Jürg Frey, Taku Sugimoto e Keith Rowe.
Dal 2004 cura il festival “Zoom In” di musica improvvisata presso la cattedrale di Berna.
www.christiankobi.ch
Radu Malfatti è un compositore e improvvisatore con sede a Vienna. Alcuni decenni fa, è stato uno dei più importanti trombonisti freejazz e in seguito improvvisatori della English School. Dopo 35-40 anni, si sentì saturo e cercò nuove strade per comporre e improvvisare, il che lo portò al gruppo Wanderweiser e lo spinse a passare dal trombone all’armonica basso. Suonò in quasi tutti i festival più importanti del mondo. Realizzò innumerevoli LP e CD. Nel 2001 fondò la sua etichetta discografica “b-boim records” (finora 39 uscite).
www.radumalfatti.eu
concerto realizzato con il supporto di Nuovo Imaie
WOLF SILENT è un trio composto da Davide Barbarino (pedal steel, piano, elettronica), Jean-Brice Godet (clarinetto basso) e Géraldine Ros (canto lirico). Le composizioni, sospese tra densità timbrica e rarefazione armonica, nascono dall’interazione tra improvvisazione strumentale e frammenti poetici rimontati e interpretati dal vivo, in un sistema di interferenze dove il significato non viene illustrato ma messo in crisi. Opera senza teatro, canto senza narrazione, WOLF SILENT costruisce una fiaba sonora per tempi instabili: un grimorio lirico in cui le parole agiscono come formule, i versi come vibrazioni e il suono come spazio di trasformazione.
“Un’opera misteriosa e incantevole che gravita tra diversi poli estetici con una grazia seducente: musica contemporanea, un soffio di jazz contemporaneo, Webern, vocalità classica del XX secolo, ambient, elettronica. Inclassificabile“. Jean Michel Van Schouwburg – Orynx – Improv and Sounds
“Tenete presente che per quasi un’ora vi troverete sommersi da questo lavoro variegato e misterioso nella sua movenza proprio come un predatore silenzioso. La musica non è mai astratta né ostica, ma avventurosa come le si confà, viva e pronta ad ammaliarci con arie totalmente fuori dal tempo“. Vasco Viviani – The New Noise
BIOS
GERALDINE ROS
Compositrice, cantante e docente di canto. Dopo aver interpretato il repertorio lirico in alcuni dei principali luoghi della musica classica (Festival d’Aix-en-Provence, Opéra de Tours, Opéra de Montpellier, Opéra de Friburgo…) e quello contemporaneo in Europa e negli Stati Uniti, esplora, come interprete e compositrice, mondi musicali eterogenei (world music, techno, afro e rap). Ottiene un premio di composizione ed è insignita di un riconoscimento da Ennio Morricone. György Ligeti, con cui studia composizione, le affida la creazione di diverse sue opere. Il violinista Ivry Gitlis presenta in prima esecuzione una sua composizione per violino solo alla Salle Gaveau. In occasione dell’inaugurazione del Tunnel sotto la Manica, scrive un oratorio per la propria voce e le Percussions de Strasbourg, eseguito al Festival de la Côte d’Opale. Si esibisce al Cirque d’Hiver nella commedia musicale Freedom, dove interpreta il ruolo della statua, da lei stessa composto. Al Festival Ars Electronica di Linz, in Austria, e al Théâtre de Chaillot di Parigi, suona il sintetizzatore e canta In Furore, una sua opera per voce, tastiere, percussioni ed elettronica. Compone e interpreta il ruolo della Pizia in uno spettacolo teatrale presentato al Festival di Delfi, alla Comédie de Reims e al Théâtre de la Cité Universitaire. Scrive numerose opere di musica da camera, eseguite in Francia all’Ircam, alla Schola Cantorum, al CNSM di Parigi, a Royaumont, oltre che alla Fondazione Gulbenkian in
Portogallo e alla Haute École de Musique di Sion, in Svizzera. Compone l’opera per orchestra Augure per violino solista e orchestra d’archi, eseguita in prima assoluta in Corsica dal direttore Eric Du Fay con l’ensemble Les Petites Mains Symphoniques e riproposta in Bretagna e in Normandia nel 2026. È vocal coach di numerosi cantanti e attori, tra cui M, Vanessa Paradis, Kristin Scott Thomas, Thomas Dutronc, Charlotte Gainsbourg e Lorie, e forma inoltre molti insegnanti di canto.
JEAN-BRICE GODET
Il clarinettista Jean-Brice Godet è un improvvisatore e compositore che ha suonato accanto a figure molto diverse tra loro come Joëlle Léandre, Anthony Braxton, Jean-Luc Guionnet, Mike Ladd, Joce Mienniel, ONCEIM, Le UN, 11h11, 2035, Tricollectif, i collettivi ARBF e Umlaut.Accanto alla sua attività di sideman, dirige o co-dirige diversi progetti, alcuni strettamente musicali, come AgOgO (con Sophie Agnel e Toma Gouband), Septembre Ardent (con Nosfell, Donia Berriri e Valentin Mussou) e WATT (con Jean Dousteyssier, Antonin-Tri Hoang e Julien Pontvianne), altri multidisciplinari, in collaborazione con artisti della scena coreografica o delle arti visive. Marine Mane, Ema Drouin, Éléanore Bauer, Emanuelle Grangier e Anne Marion-Gallois, tra gli altri, lo hanno coinvolto nella creazione di spettacoli dal vivo, teatro di strada e performance site-specific. Parallelamente alla sua attività di clarinettista, performer e improvvisatore, dal 2015 sviluppa un lavoro sonoro singolare utilizzando dittafoni, cassette e radio. Dopo una dozzina di concerti con questo dispositivo, il progetto ha preso forma nel solo “Epiphanies”, pubblicato dall’etichetta Gigantonium nel marzo 2018. Nel 2020/2021 ha vinto il premio JazzMigration#6 con il quartetto di musica ripetitiva FANTôME. Nel 2021, su proposta di TRAFFIX Music, ha guidato il laboratorio D’un Coup de Dés rivolto agli studenti coinvolti nel programma Orchestre à l’école presso il Collège Mallarmé di Parigi. Il tema, “Improvvisazione e introduzione ai processi creativi”, ha riscosso un grande successo ed è stato riproposto negli anni successivi. Proseguendo i suoi studi scientifici, conclusi nel 2004 con il Master ATIAM in musica per l’immagine e informatica musicale, dal 2022 collabora con il team ISMM-IRCAM (Benjamin Matuszewski e Aliénor Golvet) al progetto DOTS (Distributed Musical Objects for Collective Interaction) e partecipa inoltre al progetto ERC REACH (Raising Co-Creativity in Cyber-Human Musicianship) con il team Représentations Musicales (Gérard Assayag). Dal 2016 le sue creazioni sono prodotte dalla Cie LpLp, compagnia che ha fondato e di cui è direttore artistico. La Cie LpLp è attualmente sostenuta dalla DRAC Île-de-France nell’ambito della convenzione “Conventionnement 2024-2025” ed è regolarmente supportata da ADAMI, MMC, SPEDIDAM e dalla Città di Gennevilliers. Nel 2023 ha fondato, insieme a Donia Berriri, il festival À Mon Tour nel Nord dell’Ille-et-Vilaine, in una Zona di Rivitalizzazione Rurale.
DAVIDE BARBARINO
Attraverso strumenti a fiato, chitarre ed elettronica, Davide Barbarino sviluppa una pratica che intreccia improvvisazione, indagine etnomusicologica e sperimentazione elettroacustica, concependo il paesaggio sonoro come spazio di relazione e trasformazione. Negli ultimi anni la pedal steel guitar è diventata il fulcro del suo lavoro, sottratta al contesto tradizionale e orientata verso ambiti sperimentali e microtonali. Ha collaborato, tra gli altri, con Lelio Giannetto, Gianni Gebbia, Roberto Bellatalla, John Tilbury, Alvin Curran, Mike Cooper, Tim Hodgkinson, Frank Gratkowski, Barre Phillips, Mark Dresser, Michel Doneda, François Wong e Laurent Charles.
concerto realizzato con il supporto di Flanders States of Art
ANOTHER GAP
Il pianista italiano Augusto Pirodda, il chitarrista greco Giotis Damianidis e il contrabbassista belga Peter Jacquemyn presentano il loro primo album in trio: Another Gap. Tre figure centrali della scena jazz e free jazz belga, con alle spalle collaborazioni di grande rilievo e un percorso internazionale che attraversa improvvisazione radicale e ricerca sonora.
Pirodda è noto per il suo equilibrio tra jazz e libertà formale. Un esempio, fra gli altri, è il suo disco in trio No Comment, uscito per l’etichetta tedesca Jazzwerkstatt, dove lo troviamo accanto a Gary Peacock e Paul Motian, in un contesto in cui trovano spazio sia composizioni che improvvisazioni libere. Damianidis è una voce originale della nuova improvvisazione europea e ha condiviso il palco con figure importanti della scena free jazz internazionale come Masahiko Satoh e Akira Sakata, mentre Jacquemyn, contrabbassista e scultore che ha collaborato per anni con personaggi del calibro di Fred Van Hove, porta sul palco una presenza fisica e teatrale unica.
Another Gap è un viaggio avventuroso in un ensemble raro e imprevedibile: piano, chitarra e contrabbasso, con incursioni di elettronica e voce, dove il suono diventa spazio, materia e racconto. Un incontro speciale tra tre universi diversi, finalmente riuniti in una forma essenziale: il trio.
“Un passaggio sicuro o un falso idolo?” è una performance e scultura che esplora le identità mitologiche e contemporanee.
L’opera trae ispirazione da un mosaico siciliano raffigurante l’affascinante Orfeo, creatore di un’armonia incantevole, in cui avvolge chi lo circonda in una sorta di trance, sospendendo il mondo in un ordine perfetto. La sua lira ammalia la natura selvaggia. Siamo sedotti da superfici lisce che promettono equilibrio e ideali di perfezione. Ma viviamo immersi in sottili imperfezioni, che celano fratture. Attraverso uno strumento scultoreo reinterpretato e una performance dal vivo, Kordova vuole approcciare il suono non come un’armonia impeccabile, ma come una vibrazione stratificata, una distorsione che riecheggia e ripetuti glitch. Ricerca una forma imperfetta di connessione, piuttosto che un ordine e un’armonia sublimi.
(foto di copertina di Hanne van der Velde)
BIO
Radina Kordova è un’artista performativa bulgara che vive e lavora a Groningen, nei Paesi Bassi. La sua pratica artistica è orientata alla ricerca e utilizza partiture, suoni, materiali diversi e costumi per esplorare il folklore, la memoria e l’identità attraverso la personificazione. Kordova affronta temi ecologici e culturali e crea performance che esplorano le nostre relazioni reciproche, con noi stessi e con il mondo non umano. Utilizza diversi media e materiali per trasformare miti e scritti personali in narrazioni e spazi condivisi. Oltre alla sua pratica artistica, Kordova organizza e produce programmi ed eventi, crea paesaggi sonori con lo pseudonimo di yuní e ama collaborare e coinvolgere altri creatori in progetti collettivi.
concerto realizzato con il supporto di Nuovo Imaie
Steve Beresford, figura centrale della scena musicale britannica e internazionale da oltre quarant’anni, incontra il duo Tilli/Tramontana. L’attrito tra l’aplomb britannico e la poliedrica personalità italica, e l’amore e la serietà di fondo verso la musica, ci regala un trio ricco di verve, espedienti e profonda leggerezza.
BIO (fonte weinsist.it)
STEVE BERESFORD
Steve Beresford è stata una figura centrale nelle scene di improvvisazione musicale britanniche e internazionali per oltre quaranta anni, improvvisando al pianoforte, con l’elettronica e altri strumenti insieme ad artisti come Derek Bailey, Evan Parker, Han Bennink, John Zorn e con la London Improvisers Orchestra e la Alterations (con David Toop, Terry Day e Peter Cusack).
Ha scritto canzoni, composizioni per grandi e piccoli gruppi e ha realizzato colonne sonore per cortometraggi, lungometraggi, programmi televisivi e pubblicità. Ha fatto parte delle redazioni delle riviste Musics e Collusion, scrive di musica in vari contesti ed è stato docente di musica all’Università di Westminster. Insieme a Blanca Regina, è membro di Unpredictable Series, che produce eventi e registrazioni sonore e video di musica e arte sperimentale.
Steve ha collaborato con Christian Marclay in numerose opere multimediali. Ha lavorato anche con The Slits, Najma Akhtar, Stewart Lee, Ivor Cutler, Prince Far-I, Alan Hacker, Tania Chen, Louis Moholo-Moholo, Faradena Afifi, Ray Davies, Mandhira De Saram, The Flying Lizards, Zeena Parkins, The Portsmouth Sinfonia, Ilan Volkov, Rachel Musson, Vic Reeves, Lore Lixenberg, Valentina Magaletti e molti altri.
Beresford vanta una discografia ampia come performer, arrangiatore, free-improviser, compositore, direttore e produttore, e nel 2012 ha ricevuto il premio Paul Hamlyn per compositori.
Nel 2021, Bloomsbury ha pubblicato un libro di Andy Hamilton: Pianos, Toys, Music and Noise: Conversations with Steve Beresford.
Nel 2022, Siglio ha pubblicato il libro Call and Response, che abbina fotografie di Christian Marclay con importanti improvvisazioni di Beresford.
Nel 2012-2013 tiene un corso di improvvisazione musicale con studenti della Scuola di Musicoterapia di Noto.
SEBI TRAMONTANA
Nato nel 1960 a Rosolini, Sicilia, Sebi Tramontana comincia a studiare la chitarra da bambino, passa poi al sax suonando nei gruppi di S. Maltese e successivamente al trombone. All’inizio degli anni ’80 si trasferisce a Roma e studia con G. Schiaffini al conservatorio “A. Casella”, all’Aquila. A Roma collabora con M. Joseph, E. Colombo e M. Schiano e nel 1986 diventa membro della New Talents Orchestra, esibendosi al Roccella Jonica Festival. Nel 1991 si trasferisce a Monaco di Baviera in Germania. Nel 1993 viene premiato dalla città di Monaco il suo “Il Giorno del Santo“: composizione per trombone solo, elettronica e magnetic tape. Suona e registra in duo con il pianista tedesco G. Graewe facendo parte anche del suo quintetto e orchestra . Suona e registra con il sassofonista e musicologo tedesco Ekkehard Jost, in duo con il sassofonista F. Gratkowski (“Instant Songs” Leo records) e con il quartetto XAXA (S. Tramontana, M. Gustafsson, P. Wachsmann, P. Lovens) in Italia, Germania, Francia e Olanda. Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerosi musicisti italiani e stranieri tra cui P. Lovens, J. Leandre, C. Zingaro, K. Vandermark; ha fatto parte del Nu Ensemble di M. Gustafsson e del Quartetto Europeo di J. Léandre, con la quale continua a collaborare in altri progetti. Nel 1996 è stato ospite del Gruppo Romano Free Jazz per il loro 30° anniversario. Ha composto ed eseguito musiche per la danza, il teatro e il cinema. Dal 1991 al 2004 fa parte della Italian Instabile Orchestra suonando in Europa, Giappone, Stati Uniti e Canada. Partecipa al Festival di Victoriaville in Canada con M. Schiano, E. Parker, B. Guy e P. Lovens (“Social Security” Victo records ). Nel 1999 ottiene una borsa di studio della Cittá di Monaco e soggiorna per sei settimane a Chicago, San Francisco e New York. A Chicago si esibisce in duo con G. Schiaffini al Festival Empty Bottle (“Wind and slap” rudirecords) e in duo con J. Leandre al Chicago Cultural Center (“È vero” Leo records). È in residenza di tre settimane all’Empty Bottle con K. Vandermark, K. Kessler, F. L. Holm e T. Mulvenna. Suona con J. Baker, J. Bishop, M. Zerang, J. Corbett, T. Kapsalis e L. Mallozzi. Registra il CD “Night People„ un omaggio al trombonista D. Wells con F. L. Holm, J. Corbett, T. Kapsalis, K. Kessler e G. Gregorio. Registra “Chicago Defenders” in duo con J. Bishop. Dalla fine degli anni novanta si esibisce in duo con P. Lovens e con il quartetto SUDO insieme a J. Leandre, C. Zingaro e P. Lovens (“Sudo” nobusiness records). Suona e registra in duo con il violoncellista Luca Tilli (“Down at the docks” Weinsist! records). Fa parte dei Pipeline 8 del clarinettista e compositore Giancarlo nino Locatelli (“Prayer” Weinsist! records).
Dal 2017 fa parte del Quintet Moderne (H. Sjöstrom, T. Hauta Aho, P. Wachsmann, P. Lovens). Suona e registra con il violoncellista portoghese G. Rodrigues (“Han Jiae” inexhaustible editions). Alla sua attività di musicista affianca anche quella di artista visivo: nel 2004 i suoi disegni, insieme alle opere di P. W. Russel, H. Rammel, H. Bennink, P. Brötzmann e altri, vengono esposti in mostra a Chicago con il titolo Eye & Ear: Artwork by Musicians. Corbett Vs Dempsey Gallery. Ha esposto ad Amsterdam, Regensburg, Roma, Monaco, Ruvo di Puglia, Varsavia e Novara. Dal 1993 insegna in diverse scuole Steineriane di Monaco. Nel 2012-2013 tiene un corso di improvvisazione musicale con studenti della Scuola di Musicoterapia di Noto.
LUCA TILLI
Luca Tilli studia violoncello con il maestro Michele Chiapperino. Dopo esperienze con diverse Orchestre Stabili, l’attività concertistica e di studio nell’ambito della musica contemporanea e dell’improvvisazione lo porta a collaborare con il violoncellista americano Tristan Honsinger. Dal 2005 la sua attività si concentra nell’ambito della musica d’avanguardia, collaborando stabilmente in trio con Luca Venitucci e Fabrizio Spera e partecipando a vari festival con Sebi Tramontana, Paul Lytton, John Edwards, Phil Minton, Massimo Pupillo, Lol Coxhill e con Mike Cooper e Roberto Bellatalla nel trio RAST. Nel 2007 suona nell’ensemble B for Bang di Katia Labèque e nel lavoro discografico degli Zu “The Left Hand Path” (Trost Records 2014). Nel 2011 prende parte al progetto “Mirror emperor” con Zu e David Tibet (Current 93). Dal 2017 suona nel trio Kammermusik con G. Schiaffini ed E. De Fabritiis. Nel 2017 esce per WE INSIST! Records “Prayer” dell’ottetto “Pipeline8″ diretto da Giancarlo “Nino” Locatelli. Del 2019 sempre per WE INSIST! Records esce “Down at the docks” in duo con Sebi Tramontana. In ambito teatrale collabora nel 2007 allo spettacolo Bianco di Daria Deflorian. Dal 2012 con la compagnia teatrale Biancofango e con Santasangre nel progetto Konya. Suona in duo con la cantante Monica Demuru in performance e concerti in ambito contemporaneo. Dal 2009 collabora stabilmente come musicista e performer con Federica Santoro.
ore 21.00 EMPTY SMILE_Questo solo avrebbe potuto intitolarsi “16 Capricci per violoncello”
Come nei Capricci di Paganini, qui vengono utilizzate tutte le tecniche e il virtuosismo della tradizione classica, ampliati e arricchiti dai suoni e dalla ricerca di quella contemporanea. Tuttavia, l’approccio allo strumento è fisico e corporeo, caratteristico dell’improvvisazione libera europea e del jazz. Ma come in Tristan Honsinger, Leroy Jenkins o negli Freeman Etudes per violino di Cage, l’attenzione è sempre rivolta alla Musica, i cui angoli spesso nascosti vengono svelati. I riferimenti alle numerose tradizioni incontrate, agli animali, ai suoni etnici, al suono di altri strumenti, ai rumori e alla voce umana sono molti e vengono sempre affrontati con un sorriso sulle labbra.
ore 22.00_LUDICO TRIO
Un incontro inedito, il primo, che mette insieme la sensibilità, il virtuosismo e la creatività di tre grandi improvvisatori, darà vita ad un concerto nuovo ed imprevedibile.
DDK Trio & Sachiko M
L’incontro tra il DDK Trio (Jacques Demierre, pianoforte, Axel Dörner, tromba, Jonas Kocher, fisarmonica) e la musicista giapponese Sachiko M (campionatrice con onde sinusoidali) è quasi fin troppo scontato. L’ascolto del suono nel suo propagarsi è al centro dell’approccio del DDK che basandosi su una serie di interazioni sensibili e su un’estrema attenzione alle dinamiche sonore crea una musica in costante trasformazione. Sachiko M, dal canto suo, incarna una forma di ascolto decisamente radicale: da un vertiginoso riduzionismo elettronico, dispiega onde sinusoidali all’infinito per aprirci a spazi sonori di rara profondità e singolarità. Questa collaborazione tra il DDK Trio e Sachiko M è un’esplorazione sonora in movimento. È anche una singolare proiezione sonora collettiva che inventa rare prospettive di ascolto, un luogo eccezionale di sperimentazione in cui ogni musicista va oltre i propri orizzonti immaginari in un approccio musicale improvvisato, libero da scelte individuali.
DDK Trio
Il DDK Trio, fondato nel 2014 da Jacques Demierre nell’ambito del Festival Météo di Mulhouse, riunisce Jacques Demierre (pianoforte), Axel Dörner (tromba) e Jonas Kocher (fisarmonica). Da oltre 10 anni, il DDK Trio sviluppa una proposta artistica unica, tra le più innovative nel panorama della musica contemporanea. Il trio utilizza una tavolozza espressiva che spazia dal silenzio a imponenti esplosioni acustiche, prestando particolare attenzione alla precisione dell’articolazione del discorso musicale. La sua musica, saldamente ancorata al momento presente, si inserisce pienamente nella tradizione della “composizione istantanea”. Il trio ha tenuto numerosi concerti in Europa, Giappone, Russia e Canada. Nel 2019 e nel 2020 ha collaborato con l’ensemble Contrechamps a Ginevra e alla Biennale di Musica di Venezia, e nel 2023 con l’ensemble GGRIL a Rimouski, in Quebec. Il suo ultimo album, A Right to Silence, pubblicato nel 2023 dall’etichetta giapponese Meenna, è stato acclamato come uno degli album preferiti del 2023 dalla stazione radio nazionale svizzera RTS.
“Fantastic synergy and understanding. The hallmarks of what we might call instant composition.” – Antonio Poscic, Zagreb, Free-Jazz blog 2015
“Ce ne sont plus les instruments qui jouent, ce sont les musiciens qui se jouent eux-mêmes.”– Kasper T.Toeplitz, Revue et Corrigée (F) 2018
“The grand opening was entrusted to the leading European improvisers, DDK Trio […]. What took place in the first hour of the festival can be described as an experienced and focused implementation of the idea of non-idiomatic music, the pursuit of freedom without the constraints of style and genre.” – Tijana Stanković, Radio Beograd 2 (RS) 2022
“This makes the subtle differences and aesthetic connections between these exceptional musicians audible, who here productively implement the principle of »instant composition« with masterful calm and consideration for each other.” – Kristoffer Cornils, Field Notes Berlin, Releases of the Month, October 2023
Stata al luogo ovvero Ricordo dei sensi del giardino grande da
cui si viene da
strade quasi certe per far nascere Cura e amarla.
La performance è un altro territorio della calligrafia senza scrittura, dedicata allo stato a luogo, ai luoghi che T B Squadrito vive.
Eva: sento che, venendo qua, respiro aria più fine, questi monti sono simili a quelli delle mie parti, me li ricordano.
Sebastiano: ho visto, camminando, un pericoloso ammasso di ferro per il cemento armato ad altezza di bambino.
Tommasina Bianca: sì, sì, da bambina giocavo su una collinetta di sfabbricidi addossata a una parete dell’arsenale borbonico.
La misura e dismisura dei suoni che abitano Eva, le fotografie e i solidi generati da Sebastiano, la scrittura, i video di Tommasina Bianca divengono intreccio e movimento verso un riecheggiamento del Giardino Grande, del genoard, del luogo segreto e felice, autocoscienza e unità che, in un resto di percezione, si affacciano e si inoltrano.
IN_CON_SUPER_DADA!!
Nel 1916 Tristan Tzara e Hugo Ball fondarono il Cabaret Voltaire, caffè letterario che diede vita al movimento dadaista, nato come grido di protesta contro l’orrore bellico della prima guerra mondiale e la logica che lo aveva generato. Oggi, a 110 anni di distanza celebriamo quella spinta vitale: una modalità creativa che, rifiutando i filtri della ragione, attinse alla sorgente pura dell’estro per fondere l’esperienza artistica con la vita stessa.
Transduction Project Ensemble (TPE)
Il Transduction Project Ensemble nasce come organismo artistico multidisciplinare, un collettivo che attraversa i confini tra musica, danza, teatro e arti visive, per indagare i processi profondi della creatività e dell’immaginazione. Fondato e diretto dal musicista e ricercatore Benedetto Basile, il progetto si radica nella continuità e al tempo stesso nella trasformazione della Conduction® di Lawrence D. “Butch” Morris, trovando in essa la matrice di un linguaggio nuovo: la Transduction. “Transducere” significa letteralmente condurre attraverso: un passaggio di energia, un processo di trasformazione che traduce il suono in gesto, il gesto in segno, il segno in relazione. In questa prospettiva, la pratica artistica diventa un atto di trasmutazione che coinvolge tanto il singolo quanto il collettivo, generando una forma di conoscenza incarnata. Il Transduction Project Ensemble (TPE) si configura come laboratorio performativo e di ricerca dedicato allo studio della relazione fra coscienza e inconscio, struttura e intuizione, ordine e caos.
Ogni performance è concepita come un ecosistema sonoro e corporeo in continua evoluzione, nel quale la dimensione compositiva e quella improvvisativa non si oppongono ma si riflettono e si fecondano reciprocamente. “La teoria attorno a questa organizzazione è l’immaginazione, una teoria che proviene dalla tradizione.” L. D. “Butch” Morris Il fondamento teorico del TPE è ancorato saldamente alla psicologia analitica di Carl Gustav Jung. La ricerca si concentra in particolare sul concetto di funzione trascendente – funzione che attiva il processo di sintesi di contenuti “consci” e “inconsci” – e sull’idea che “l’inconscio contiene tutte le combinazioni della fantasia che non hanno ancora varcato la soglia”. Oggi, la polarizzazione duale tra ragione e le cosiddette funzioni psichiche inferiori si manifesta in una dinamica conflittuale che genera sofferenza interiore, crisi di identità e una iper-razionalizzazione dell’attività umana che ostacola l’accesso alla dimensione immaginativa. La Transduction intende porsi come strumento per sanare questa scissione.
gnomik è un trio rock/jazz sperimentale di stanza a Berlino, dedito alla creazione di paesaggi sonori introspettivi e allo stesso tempo psichedelici con lo slancio e l’energia del krautrock e del post-punk.
La band è composta dal chitarrista Fausto Cassarà, dal pianista Alper Elmaci e dal batterista Faolán Collins. Sia Cassarà che Elmaci calcano costantemente i limiti dei rispettivi strumenti attraverso l’uso di una vasta gamma di effetti e tecniche estese. L’approccio di Fausto Cassarà deriva dal concetto di quello che lui definisce il suono di chitarra “del deserto”, con una particolare attenzione alla decostruzione. Utilizzando amplificatori Fender modificati, Alper fa passare un segnale sdoppiato attraverso due amplificatori contemporaneamente: un amplificatore per basso e un amplificatore per chitarra. L’amplificatore per basso gestisce le oscillazioni a bassa frequenza, mentre l’amplificatore per chitarra crea un carattere simile a quello di un sintetizzatore.
L’uso che entrambi fanno di effetti come la modulazione ad anello, la modulazione di fase, il delay e il riverbero plasma il suono del trio, traendo ispirazione da pionieri della musica elettronica come Delia Derbyshire, mentre il ritmo incalzante di Faolan e l’uso delle percussioni completano il minimalismo circolare del Krautrock e del jazz d’avanguardia degli anni ’60.