29 maggio \ Cantieri Culturali alla Zisa, Sala Perriera

RICORDO DEL GIARDINO GRANDE_Geraci/Squadrito/Triscari

ore 19.30 concerto/performance

Eva Geraci_flauti
Sebastiano Triscari_immagini
Tommasina Bianca Squadrito_parole/testi

Stata al luogo ovvero Ricordo dei sensi del giardino grande da
cui si viene da
strade quasi certe per far nascere Cura e amarla.

Eva Geraci, Tommasina Bianca Squadrito, Sebastiano Triscari si sono incontrati, hanno camminato per le strade di borgo nuovo, dove abita, con malessere e inquietudine, Tommasina Bianca. Pur rendendosi conto della necessità di un’abitazione, il suo diventa un modo tormentato di vivere l’ambiente. Straniera nel luogo, nel quartiere, ha chiesto aiuto a
sebastiano ed eva.
Ma b. n. è appena una fra miliardi di tracce non curate sulla terra.
Allora, lei è andata indietro e avanti nella memoria, percorrendo il tempo, formandolo come spazio, posto, stato. La circoscrizione precisa della zona, a sud della città, questo essere situata verso confini non valicabili visivamente, appare come un fantasma di unità del territorio vissuto in grettezza di sensibilità verso le pratiche di vita di chi lo abita.

Sebastiano: ho visto, camminando, un pericoloso ammasso di ferro per il cemento armato ad altezza di bambino. L’ho trovato un esempio della mancanza di rispetto per chi si trovasse lì vicino e, verosimilmente, per i giochi dei ragazzi.
Eva: sento che, venendo qua, respiro aria più fine, questi monti sono simili a quelli delle mie parti, me li ricordano. E, questo, stride con l’abbandono del
quartiere che si vede, si percepisce.
Tommasina Bianca: sì, sì, da bambina giocavo su una collinetta di sfabbricidi addossata a una parete dell’arsenale borbonico… sì, ma non mi piacciono queste colline, questo monte brullo e quello cavato, così prossimi alle case e lontane dal mare, mi rendono atona…

Allontanando il racconto sistematico del disagio, la misura della dismisura dei suoni che abiteranno eva, delle immagini che trarrà sebastiano, delle risposte in scritture di tommasina bianca diventano l’intreccio per il senso del lavoro che presentano.
Di cosa, di chi, tutto questo desidera un riecheggiamento o esserlo? Del genoard, del luogo segreto e felice, del giardino circoscritto, del luogo altro che, in un resto di percezione, si affaccia e avanza con tenerezza e densità.

(nuova produzione -prima esecuzione assoluta)

Info & Prenotazioni

intero_____________________________________________euro 10
ridotto (feltrinelli card e studenti under 30)_______euro 7

info abbonamenti al botteghino
info@curvaminore.org