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Il Paesaggio Sonoro


Giornate Internazionali di Studio
Palermo, 26-28 aprile 2005


Analisi del contesto di riferimento
Lo studio del paesaggio sonoro e le sue applicazioni pratiche vedono oggi, soprattutto all'estero, un notevole corpus di elaborazioni teoriche e di indagini sul campo. I soundscape studies, studi sul paesaggio sonoro, si sono ormai estesi a numerose parti del mondo e contemporaneamente alla loro espansione geografica, si sono arricchiti di contributi importanti, tuttavia non così frequentati in Italia a livello di discipline e percorsi formativi, mentre ne risulta evidente l'importanza nella progettazione urbanistica e nella gestione sociale dell'ambiente in cui siamo immersi. Una riflessione sulle tematiche della pervasività del suono nelle nostre vite e negli spazi in cui viviamo, si rende quanto mai più urgente anche in considerazione del dominante "paradigma retinico" che, privilegiando la dimensione del visivo, sacrifica con gravi conseguenze la salvaguardia e la valorizzazione del paesaggio tout court e di chi in esso vive.
Una nuova e diffusa sensibilità nei confronti dell'ambiente che ci circonda è senza dubbio uno dei processi in fieri più importanti nel quadro dei mutamenti degli atteggiamenti collettivi della comunità umana. La consapevolezza della nostra responsabilità verso l'ambiente tout court è tuttavia innegabilmente ancora parziale, in quanto, come si è appena detto, essa è un processo in fieri, lontano dall'essere guadagnato in modo definitivo, e su cui è vitale investire energie e risorse per il futuro del nostro ecosistema. All'incremento della sensibilità ambientale nella coscienza collettiva, e nell'attività legislativa con cui una comunità si autoregola, registrabile soprattutto per quel che concerne l'aspetto visivo e bio-chimico dell'ambiente, fa riscontro dall'altra parte una difficoltà e un disagio sostanziale per quanto riguarda la percezione del paesaggio sonoro, la protezione e la salvaguardia dell'ambiente acustico dall'inquinamento da rumore, e il conseguente sviluppo di strategie concrete per il design acustico. Quest'ultimo è l'elemento di punta di una politica attenta all'ecologia acustica che voglia rendere l'ambiente sonoro in cui viviamo non solo un ambiente sano ma anche un ambiente interessante un punto di vista estetico.

Ambiente, ecologia, aspetti sociali e problematiche della formazione.
Allo stato dei fatti, nonostante siano in vigore da tempo varie leggi che regolano l'aspetto quantitativo delle emissioni sonore nell'ambiente, quindi che intervengono soltanto da un punto di vista restrittivo, con un approccio inevitabilmente limitato, sono poche le amministrazioni che contemplano all'interno della propria struttura una o più figure che si occupino della realtà acustica del territorio. Nella maggior parte dei casi, l'attività di controllo viene svolta dalla Polizia Municipale, dai medici e funzionari della medicina del lavoro, ed eventualmente dall'Autorità Giudiziaria in seguito a lamentele e denunce da parte della cittadinanza in particolare occasioni, o dei lavoratori sottoposti a stress acustici in contesti industriali particolarmente rumorosi. Mancando allo stato attuale una figura professionale di riferimento a livello di quadro dirigente, che potrebbe essere riassunta nella figura del Designer Acustico, è ovvio che anche le mansioni tecniche più specifiche risultino di non immediata definizione, tuttavia questa mancanza su più livelli non fa che sottolineare l'urgenza di provvedimenti atti a colmare queste lacune. D'altra parte queste lacune derivano, come si è detto, dalla scarsità della diffusione della cultura acustica in senso lato, mancanza che non può non riflettersi anche sul piano dell'offerta formativa. Certamente un convegno può soltanto sollevare la problematica e stimolare una prima risposta, soprattutto sottolineando la necessita della creazione di curricula didattici e specializzazioni oggi inesistenti a livello dei corsi di laurea attualmente disponibili in Italia, volti alla creazione di figure professionali specifiche. La necessità di ridefinire un intervento politico e culturale nella gestione dell'ambiente acustico, implica di fatto l'impiego di figure qualificate sia per l'aspetto del rilevamento ambientale (figure prevalentemente di tipo tecnico ad esempio "addetto alle misurazioni fonometriche") sia adatte a suggerire e progettare soluzioni sostenibili (ad esempio la figura dell' acoustic designer, dell'urbanista e dell'architetto paesaggista), sia preposte alla documentazione, catalogazione, archiviazione, e valorizzazione dell'ambiente acustico come bene culturale e ambientale (attività tecnica e progettuale nell'ambito di azione della Sovrintendenza dei BB. CC.AA). La valorizzazione dei cosiddetti soundmarks (marchi sonori) e keynotes (suoni base) presenti in una comunità quando questi hanno un evidente valore estetico, porta un innegabile valore aggiunto nella determinazione di una identità culturale forte, fino a costituire un fattore di attrazione turistica e culturale di un determinato territorio mettendo in moto una tendenza, oggi fortemente motivata, di un turismo intelligente. Per fare un esempio, dalla letteratura di viaggi sappiamo che non esiste turista o viaggiatore che non sia affascinato dalla qualità dei suoni dei mercati rionali del sud, valga per tutti nel nostro caso l'esempio eclatante per ricchezza e varietà l'ambiente sonoro della Vucciria del centro storico di Palermo, o degli altri mercati delle altre città siciliane (Catania, Siracusa, ecc.) ma anche dei suoni naturali ancora presenti in molte zone del nostro territorio di Sicilia dove è ancora possibile riscontrare alcuni dei principi e dei motivi cardine della ricerca introdotta da R. Murrey Schafer con il World Soundscape Project circa trenta anni addietro, quali, ad esempio, le qualità hi-fi o lo-fi del paesaggio sonoro (vedi oltre).

Paesaggio sonoro e ambiente acustico, comunicazione e comunità
"L'orecchio non ha palpebre", asserisce R.M.Schaefer. Se concepiamo l'orecchio sia come organo che come dimensione percettiva in senso allargato, il suo essere costantemente esposto ed indifeso alle sollecitazioni acustiche del mondo esterno, costituisce da un lato una porta di accesso conoscitivo privilegiato rispetto al mondo e alla sua storia, sia una dimensione da tutelare con una nuova sensibilità ecologica, finalizzata alla realizzazione di una migliore qualità della vita. Da una parte quindi abbiamo lo schema comunicativo in cui siamo fruitori, dall'altra siamo consapevoli che molti dei problemi relativi alla perdita della sensibilità acustica sono dovuti all'azione umana, all'uomo come attante nel contesto acustico-comunicativo. Un'analisi semiotica dei processi comunicativi volontari e involontari all'interno del paesaggio sonoro porta alla consapevolezza della funzione del suono nella nostra vita, restituendogli una dignità attualmente perduta in quanto effetto secondario e collaterale dell'attività umana. La città di Palermo come altri grossi centri urbani dell'isola e del nostro Paese, presenta dal punto di vista del paesaggio sonoro caratteristiche complesse e problematiche stratificate, che solamente con un approccio globale, quale quello dei soudscape studies, possono essere, se non risolte una volta per tutte, almeno affrontate con consapevolezza. Allo stato attuale le leggi che concernono il paesaggio sonoro agiscono unicamente per via restrittiva, fissando i limiti in decibel per le emissioni sonore, ovvero hanno unicamente un approccio negativo al problema. Ma, come ci insegna la storia, solamente quando nella coscienza collettiva la realtà dell'ambiente acustico sarà un fatto valutato anche sotto il suo profilo positivo, ovvero quando si giungerà a percepire la bellezza del paesaggio sonoro e dell'ambiente acustico in cui viviamo, a capire le regole che ad esso sottendono come contesto comunicazionale, e tutto ciò sarà visto come valore da difendere e di cui godere, solo allora le leggi e la vita degli individui che esse si prefiggono di tutelare saranno rispettate dalla società nel suo complesso.

Sintesi
Shafer, come iniziatore dei soundscape studies, ha introdotto una vasta e illuminante terminologia a cui tuttoggi ci si riferisce. Si parla infatti, mutuandolo dall'ingegneria dei mezzi di riproduzione sonora, di paesaggio hi-fi e lo-fi. Intendendo per rumore tutto ciò che indistintamente si pone come segnale indesiderato nel processo comunicativo, un paesaggio ad alta fedeltà (hi-fi) è un paesaggio in un cui il rapporto segnale-rumore è ad indubbio vantaggio del primo elemento della coppia, in sostanza è un paesaggio dove per l'orecchio è facile distinguere i diversi segnali sonori provenienti dall'ambiente; al contrario un paeaggio a bassa fedeltà (lo-fi) è un paesaggio in cui il rapporto segnale-rumore è sbilanciato verso il secondo e dove l'orecchio fatica a distinguere singoli segnali isolati mentre il tutto tende ad essere percepito come un suono indistinto ad ampio spettro. A quanto pare, seguendo un inarrestabile processo entropico che dalla rivoluzione industriale ad oggi ha subito enorme accelerazione, è accertato che storicamente il paesaggio sonoro si sia evoluto da uno stato di qualità hi-fi verso l'odierno stato mediamente lo-fi, tipico delle metropoli in cui vive concentrata la maggior parte del genere umano. Questo è senza dubbio un problema iper-complesso perché ha a che fare con tutto quello che definiamo "progresso". Seguendo il celebre aforisma di H. von Foester "le scienze dure mietono successi perché hanno a che fare con problemi morbidi, mentre le scienze morbide stentano a procedere perché hanno a che fare con problemi duri", dovremmo senza dubbio collocare i soudscape studies tra le "scienze morbide". D'altra parte come si è detto il corpus teorico dei soundscape studies è di natura prettamente multidisciplinare, anzi lo statuto epistemologico di tale ambito di studio pone il suo fondamento sull'intersezione sistemica tra discipline riconosciute come aventi uno statuto autonomo quali l'acustica, l'estetica, l'architettura, l'ecologia, l'etnologia, la comunicazione, il design, la geografia umana, la scienza dell'informazione, il diritto, la linguistica, la medicina, la musicologia, la filosofia, la pedagogia, la psicologia, le scienze politiche, la sociologia, l'ingegneria, l'urbanistica. Un convegno di studi non potrebbe esimersi dal proporre una lettura transdisciplinare che riguardi lo stato dell'arte dell'evoluzione di questo ambito di ricerca. Anche se lentamente, passi significativi sono stati compiuti, perciò il convegno cercherà di fare luce su che cosa si è guadagnato a trent'anni di distanza dalle ricerche pionieristiche del World Soundscape Project e in che direzione sia più urgente dirigere la ricerca stessa, sempre che si ritenga valido l'obiettivo (ma in questo continuiamo a sperare) di invertire la tendenza e di riportare le condizioni acustiche del paesaggio sonoro in cui viviamo verso una stato di altà fedeltà, una porta per ora giudicata secondaria, ma che potrebbe rivelarsi l'ingresso principale per il conseguente miglioramento della qualità della vita di tutti.