Sabato 25 luglio 2009
ore 20.30
presso l’Albergo delle Povere,
c.so Calatafimi, 217 Palermo
INGRESSO LIBERO
Nei quadri della manifestazione “Futurismo che passione” promossa dall’associazione Teatro Biondo Stabile di Palermo in collaborazione con l’Assessorato Regionale Beni Culturali
Il piccolo ensemble di Curva minore realizzerà lo spettacolo
(L)AURA FUTURISTA
ovvero
La Rivoluzione non Russa
Si tratta di uno spettacolo concepito per esprimere un doveroso omaggio, dal punto di vista musicale, al movimento di idee, di matrice tutto italiano, che è stato il Futurismo e che quest’anno compie 100 anni dalla sua prima manifestAzione ufficiale.
Lo spettacolo ideato da Francesco Calandrino e Lelio Giannetto con la collaborazione di Alessandro Librio, prevede una fantasmagorica presenza di suoni, immagini, azioni e/o omissioni in libertà incluso una riproposizione virtuale di Match tra suoni ed epiteli grazie ad una video-proiezione, rigorosamente in stile lo-fi,dell’incontro sinestetico/performativo tra alcuni atleti sportivi di Lotta greco-romana (messi a disposizione dalla Fijlkam e da Totino Pirrotta) e le incursioni sonoro/gestuali che Calandrino e Giannetto realizzarono, per la prima volta a Palermo, nel 2003.
(L)AURA FUTURISTA si ispira alla più grande e radicale rivoluzione anti-accademica e tutta italiana dove principi anche paradossalmente in conflitto tra loro riusciranno a co-esistere all’insegna di suoni, parole, azioni in libertà. Lo spettacolo evidenzia come la forza delle idee futuriste, espresse attraverso forme che oggi più che mai vengono rivalutate, fanno parte di un’inevitabile quanto attuale contesto di quotidianità fatto di suoni/rumore più o meno ‘intonati’ - o controllati! - da tutte le macchine (meccaniche o elettroniche che siano) e che, v(i)olenti o nolenti, forzandone le condizioni sociali di vivibilità e le scelte estetiche, interagiscono sinesteticamente nel rapporto uomo/macchina, e non solo.... Ecco allora l’elica del ventilatore rievocare il mito dell’aerocoreografie ed incontrarsi con i violoFoni di Alessandro Librio, sirene meccaniche (ben lontane da quelle omeriche, vicine piuttosto ad un contesto di società reale all’insegna della velocità e delle sue problematiche) e suoni concreti manipolati, per l’appunto, meccanicamente da Francesco Calandrino sposarsi ai ‘rumori intonati’ dal contrabbasso parlante (!) di Lelio Giannetto, ed altre diavolerie all’insegna di una vera, quanto attuale e necessaria LiberAzione. Ecco riemergere da un’altra posizione, per esempio, il concetto e la pratica dell’improvvisAzione: quanto e come questa pratica ha costituito parte integrante e continua della storia dei suoni antichi, moderni, futuri?
Paradossi, ossimori, contraddizioni ed accostamenti degli opposti: la chiave di volta o della rivolta? Il Futuro impossibile o la Società impassibile? Dobbiamo ancora oggi parlare di suoni (im)possibili? Domande cui il piccolo ensemble di Curva minore risponderà, ma soltanto… a chi si lascerà sorprendere.
Nonostante i suoi 100 anni ed un ostracismo intellettuale - forse dettato dalle tristi vicende politiche che portarono al primo e poi al secondo conflitto bellico mondiale, o forse da una eccessiva realtà avanguardistica capace, però, di prevedere alcuni inevitabili paradossi e contraddizioni che avrebbero caratterizzato la Storia dell’uomo dell’allora futuro (cioè del nostro oggi!) - la fucina di idee e posizioni pratiche del Futurismo ebbe il grande merito, tra gli altri, di aver ‘sbattuto in faccia al mondo intero’ le intuizioni di una realtà in continua deriva verso il delirio della macchina, della velocità e dei suoi potenti effetti (che dire oggi sulla TAV?), dell’inarrestabile fenomeno ‘umano, troppo umano’ della guerra, ma anche della continua lotta per una libertà di azione-gesto-parola. Pur consapevole di trovarsi di fronte al paradosso dei paradossi ovvero l’impossibilità del possibile, potremmo qui divertirci ribadendo, come motto futurista: “la Lotta Continua”? o meglio: “la Rivoluzione non Russa”? beh, in effetti il futurismo è nato in Italia…
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L/AURAFUTURISTA |
| Concettochiave.AvanguArdia |
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Parola SolAzione |
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Non A caso |
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| Caos |
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orAli |
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trA dizione/innOvazione |
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| LibertAria |
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Mente SimultaneA |
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interSezioni |
Sinestesie mobilitAnti |
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AudiOVideOtOccOdOrOvivO |
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| lA festa A sorpresA |
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Dire che il Futurismo sia nato in odor di vita è cosa buona e giusta, di troppa vita idem
lA morte della vita genera vita, in continuo movimento… veloce… e non si ferma mai
L’Ode al Rumore della guerra universalizza, non retoricamente, un contesto inevitabile
Evitiamo, invece, di esprimere i riflessi e le circostanze nate sotto effetto del Futurismo: se qualcuno non li vedesse si metta gli occhiali… forse non gli serviranno nemmeno
lA Rivoluzione non RussA
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W l’eBrezza dell’ImprovvisAzione |
Tappiamoci il naso, la bocca e, se occorre, anche gli occhi e le orecchie
Curva minore piccolo ensemble
Lelio Giannetto Il contrabbasso parlante, MegAfoni, sirene
Alessandro Librio violoFoni, sirene
ospite
Francesco Calandrino manipolazione meccanica del suono in libertà, AerOfoni, palloncini, sirene, ventilatori, sinestesie concertanti |