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RItMO
Musica contemporanea: presentato a Palermo il libro bianco |

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Lettera aperta di Paolo Emilio Carapezza
a Lelio Giannetto e Gaetano Pennino
Palermo, 23 Aprile 2010
Carissimi Amici,
purtroppo un improvviso malore, dal quale solo ora mi sto riprendendo, mi ha impedito di partecipare oggi alla presentazione della vostra magnifica impresa: bellissimo è il libro, di grande interesse quel che vi si legge, e affascinante il percorso sonoro attraverso le musiche registrate nei tre cd.
Curva minore è degna erede delle Settimane internazionali di nuova musica degli anni sessanta; ne riprende e addirittura ne amplia le prospettive: non solo nuova musica “di scrittura”; ma anche nuova musica d’improvvisazione e di tradizione: nuova musica jazz e nuova musica di derivazione folklorica; e con felicissime contaminazioni. I tre cd, incisi in modo perfetto, ne danno un suggestivo panorama antologico.
Grazie a Lelio, musico ed organizzatore eccelso, per aver donato Curva minore a Palermo ed alla Sicilia. E grazie a Gaetano che col libro e i tre cd, amorosamente e magistralmente curati, la dona ora a tutto il mondo. Quanto mai opportuno e felicissimo il suo saggio introduttivo su Antonino Uccello, del quale fui ospite e commensale, in casa sua, nell’estate del 1973.
Ancora vi ringrazio, e vi abbraccio.
Paolo Emilio Carapezza
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RISO&RISO
LA DOPPIA RIVOLUZIONE
4 APRILE 1860 A PALERMO
TEATRO DEL SUONO/ PERFORMANCE INTERATTIVA
Lo spettacolo
La rivoluzione siciliana del 1860 rivive a Palazzo Riso, in quella che fu la dimora di un nobile palermitano, attivo sostenitore dell’impresa dei Mille. Lo spettacolo rappresenta l’idea di rivolta a partire da prospettive sonore ribaltate e si materializza sotto forma di teatro del suono. È una performance di natura pluridisciplinare (suono, gesto, parola) coinvolgente e d’immediatafruizione. Lo spettatore è parte attiva nello svolgimento dell’azione scenica.
Ogni segno, oltre ad un significante proprio, agisce in un gioco di rimandi su più piani.
La struttura si pone in termini innovativi: non ci sono attori, il vero protagonista è il suono. Gli elementi spazio-temporali, proposti in senso schizofonico, alterano la ‘geografia’ scenica.
Il pubblico
Libero di muoversi nello spazio scenico,
lo spettatore sceglie autonomamente uno o più percorsi di fruizione e diventa l’elemento
determinante per lo svolgimento dello spettacolo.
Il pubblico si avvicina ai performer ascoltandone
le emissioni sonore.
Contenuti
Il testo della performance è tratto da una
pubblicazione di Eugenio Guazzo edita a Milano
nel 1862. Per un gioco del caso i due Riso, l’uno
appartenente al popolo (Francesco) l’altro alla
nobiltà
(il Barone), furono entrambi coinvolti nei
moti rivoluzionari che favorirono la spedizione di
Garibaldi in Sicilia. Sono utilizzati anche alcuni canti
risorgimentali in Sicilia raccolti da Antonino Uccello,
Salvatore Marino e Alberto Favara. Lo spettacolo è diviso in tre parti.
Prima parte (durata 20’)
Simbolicamente incappucciati come congiurati per
non palesare i piani rivoluzionari, i performer,
disposti nel cortile interno, enunciano un breve testo.
Seconda parte (durata 10’)
Entrano in gioco quattro microfonisti che captano le
voci dei performer: sono le spie che fecero fallire il
moto rivoluzionario. Ognuno di questi microfoni è collegato a un diffusore acustico: i quattro
altoparlanti sono dislocati in un’altra porzione del
cortile. Il pubblico è invitato dal suono e dagli stessi
performer a riunirsi in questo spazio occupando il
centro di questo atipico palcoscenico, immersi in
una sorta di abbraccio sonoro.
Terza parte (durata 40’)
La cantatrice Matilde Politi e il narratore Yousif Latif Jaralla in compagnia del contrabbassoparlante di Lelio Giannetto, si dispongono su due lati opposti. Si alternano canti risorgimentali e racconti originali
realizzati a partire dalla storia dell’azione rivoluzionaria in cui si trovarono coinvolti sia il capo
dei moti del 4 aprile Francesco Riso, sia il Barone
Riso.
Curva minore performing ensemble
azione scenica
Lelio Giannetto
ideazione, regia del suono,
musiche originali, contrabbasso parlante
Matilde Politi
canto, musiche originali
Yousif Latif Jaralla
narrazione, testi originali
Alessandro Librio
violino itinerante
Gaetano Pennino
riduzione dal testo originale di Eugenio Guazzo
Maria Gabriella Montalbano
ricerca storiografica
Curva minore performing ensemble è composto da un gruppo
di performer provenienti da differenti aree artistiche:
attori, musicisti, danzatori, artisti dell’immagine... e dell’immaginario
Erika Amato, Stefania Arcieri, Davide Barbarino, Philippe Berson,
Giusi Calderaro, Ilaria Caruso, Carolina Cataliotti, Valeria Cuffaro, Maria Teresa De Sanctis,
Giusi Diana, Valeria Fazzi, Enrica Di Gangi, Adriana Di Giacomo, Luca Giannetto,
Faber Gray, Ana Inés Jabares, Pietro Leone, Alessandro Librio, Cinzia Muscolino,
Nelida Mendoza, Chiara Messina, Kali Jones, Maria Muratore, Alessandro Mignemi,
Luca John Nash, Gandolfo Pagano, Alessandro Panicola, Simone Sfameli, Gilmo Sorrentino,
Valentina Spirio, Francesca Spirio, Gabriele Sutera, Alice Tadge.
Si ringrazia
Enrico Carapezza
Carolina Cataliotti
Matteo Cocchiara
Marcello Faletra
Maria Garcia
Marcella Giuffrè
Vincenzo Lo Curto
Nelida Mendoza
Donatella Milazzo
Rosaria Raffaele Addamo
Pietro Salamone
Gabriele Sutera
Piero Violante
Cettina Zito |
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CURVA MINORE
CONTEMPORARY SOUNDS
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Info
tel 329 3152030
e-mail curvaminore@tiscali.it www.curvaminore.org
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ECHI DI 'CURVA MINORE' DIECI ANNI DI MUSICA COLTA
Repubblica — 12 maggio 2010
"Exit" è il frutto sorprendente di una contraddizione che induce a riflettere sui percorsi musicali espressi dalla Sicilia in questi anni così tetragoni alla cultura. Il titolo parrebbe alludere ad una rassegnata uscita di scena, anzi ad una precipitosa via di fuga ma, in realtà, costituisce una porta d' ingresso in un mondo sonoro, futuribile e tradizionale ad un tempo, che, ci crediate o meno, ha avuto a Palermo il suo epicentro. Il contenuto, poi, riferisce di musiche "marginali", quelle di solito invise alle consorterie accademiche e rifuggite dai circuiti commerciali perché poco remunerative, ma è proprio in quelle stesse marginalità che trova, come d' incanto, una centralità ed una propulsione sconosciute a buona parte delle musiche dominanti. Il volume, infine, testimonia di esperienze che al momento del loro esplodere parevano soltanto schegge bizzarre destinate a polverizzarsi e disperdersi nell' oblio e che, invece, hanno finito per aggregarsi e prendere sostanza in architetture che non solo resistono al tempo ma hanno anche creato arditi viadotti con altre analoghe situazioni sparse nel mondo, divenendo crocevia del procedere sonoro contemporaneo. Da poco pubblicato dall' assessorato regionale Beni culturali e Casa Museo Antonino Uccello, "Exit", volume impreziosito da tre cd che contengono 38 brani tra antologici e monografici, raccoglie i primi dieci anni di Curva Minore, associazione fondata nel 1997 dal sassofonista Gianni Gebbia e dal contrabbassista Lelio Giannetto (da alcuni anni è rimasto solo quest' ultimo al timone) col proposito, come scrive Gaetano Pennino, direttore del museo Antonino Uccello e attento curatore dell' opera, di dar voce ai nuovi linguaggi sonori, ai percorsi storici da cui sono stati determinati e ai presupposti teorici, artistici ed estetici che li hanno originati. "Exit" è, soprattutto, la testimonianza di un periodo in cui Curva Minore, colmando un fin troppo cospicuo vuoto culturale, ha rotto schemi e prassi del fare musica indicando prospettive inedite e spaziando a tutto campo dal jazz alla world music, dall' improvvisazione radicale alla tradizione popolare, dalla musica antica a quella elettronica, dal rock alla cameristica. A scorrere gli avvenimenti minuziosamente narrati, si stenta a credere a quanti e quali artisti di prestigio siano stati coinvolti da Curva Minore nei suoi progetti, talvolta ritenuti visionari ma capaci sempre di coinvolgere un pubblico assai attento, specie tra i giovani. Una speranza che continua.
Gigi Razete |
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