12 anni
CURVA MINORE
CONTEMPORARY SOUNDS 2009.1
LA MUSICA ATTRAVERSA/O I SUONI 9ª edizione
Palermo /Enna /Castellammare
Catania /Palazzolo Acreide
lunedì 9 marzo h 12,00
Castellammare del Golfo IISS Mattarella
martedì 10 marzo h 12,00
Enna liceo scientifico Farinato progetto scuola
giovedì 12 marzo h 12,00
Palermo liceo artistico Almeyda progetto scuola
venerdì 13 marzo h 12,00
Palermo liceo scientifico Cannizzaro progetto scuola
Racconti sonori arabescati Palermo /Bagdad
IL SIGNORE DEI POZZI
Yousif Latif Jaralla voce, tamburi, narrazione su testi originali
Lelio Giannetto musiche originali, contrabbasso
Il narratore iraqeno Yousif Latif Jaralla, nel segno della più alta tradizione mediorientale, ci ripropone oggi, le storie del mondo meraviglioso da cui provengono l’incanto del suono della sua voce, tinta di delicata essenza di gelsomino, cannella e spezie orientali e intricata di trame arabesqate ma sempre attuali. Il signore dei pozzi è un tipico racconto orientale che utilizza il fantastico per narrare la realtà; uomini straordinari ed esseri sopranaturali per raccontare le sorti e i destini di persone semplici; mescola tempi distanti fra loro; inserisce spazi collocati in una dimensione geografica dell’assoluto. Rende l’atto del narrare e dell’ascolto un’esperienza spirituale e intima, sostenuto dai ritmi e canti mistici che sorgono per sorreggere l’azione della parola: il tutto come in un rito sufi. La storia narra la vicenda di un uomo di straordinari poteri che viaggia nel tempo e nello spazio, ha un’età interminabile, ed é santo e padrone di tutti pozzi che sgorgono dalla terra, ma stranamente in una giornata non riesce a salvare una carovana d’assetati e in secondo momento non riesce ad aiutare una donna e il suo bambino morente nel deserto in un giorno di tempesta, ma poi, per un gioco dei tempi che si scambiano e gli spazi che si sovrappongono, il Signore dei pozzi scopre che in un altro tempo, in altro luogo quel bambino, morto dalla sete era proprio lui: un racconto sulla sofferenza e sull’amore, sugli uomini e le loro sorti in un gioco insieme reale e metafisico. Le musiche originali s’intrecciano con il suono della voce che diviene un canto arabesqato, esprime senso attraverso la semplice emissione vocale, il respiro, il linguaggio ora italiano ora arabo dove il contrabbasso diventa una sorta di tappeto volante di suoni, fondendo e trasformando il significato del testo col segno sonoro del linguaggio stesso, per volare, poi, nel meraviglioso e magico Oriente a noi vicino... quasi dentro.
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