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STAGIONE CONCERTISTICA 2006/07
LA MUSICA ATTRAVERSA/O I SUONI
- mercoledì 28 febbraio Palermo, La Cuba
- ore 20 Sergio Bonanzinga, Alessandro Rais: discussione
- ore 21 performance
- giovedì 1 marzo Catania, ex Monastero dei Benedettini
- ore 21 performance
- A SEA OF SOUNDS - UN MARE DI SUONI
- Dutch/Sicilian Connection
- Musicazione dal vivo durante la proiezione dei film
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Cacciatori sottomarini di Francesco Alliata (Sicilia 1946, 10’)
Lu tempo di li pisci spada di Vittorio De Seta (Sicilia 1954, 11’)
Pescherecci di Vittorio De Seta (Sicilia1958, 10’)
Amsterdam, Stad aan het Water di Max de Haas (Olanda 1957, 14’)
Geithoorn di Frans Dupont (Olanda 1958, 12’)
Storm op Zee di Wolfgang Martini (Olanda 1931, 11')
Zee di Otto van Neijenhoff (Olanda 1932, 10’)
Alice’s Day at Sea di Walt Disney (animazione 1924, 11’)
Stormy Seas di Ub Iwerks (animazione Olanda, 6’)
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Con il sostegno di Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, Dutch Jazz
Connection, Dutch Culture Fund, in collaborazione con Purquapa
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Michael Moore clarinetto, clarinetto basso, alto sax, composizione
Stefano Zorzanello flauto, ottavino, soprano sax, elettronica, composizione
Sandro Librio violino
Lelio Giannetto contrabbasso
Michael Vatcher batteria
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Paesaggi sonori marinari: impronte naturali e plasmazioni culturali
"La voce sul mare spillonga di più: è la marina, è l'aria. Invece il contadino, per il lavoro più pesante che compie, ha il fiato più corto". Questo riferiva verso la fine dell'Ottocento un pescatore della Kalsa (rione marinaro di Palermo) al musicologo Alberto Favara. La testimonianza pone emblematicamente in evidenza per un verso la forza identificante del canto nelle società tradizionali e per altro verso il caratterizzarsi del fare musicale in rapporto a diversi contesti ergologici: uomini del mare (marinai, pescatori) versus uomini della terra (per eccellenza i contadini).
Se il nesso tra musica e identità (a livello sia etnico sia sociale e individuale) si declina pienamente sul piano della rappresentazione simbolica, assai più sfumata si presenta la relazione tra espressività umana e ambiente naturale. Non avrebbe difatti senso porre la questione in termini strettamente deterministici, poiché sono pur sempre gli uomini a elaborare le proprie risorse espressive in funzione di esigenze che sono nel contempo "ideali", ovvero estetiche, ludiche, spirituali ecc., e "materiali", cioè finalizzate al conseguimento di risultati concreti. Inoltre, gli scambi tra gruppi umani che operano in territori differenti sono di norma talmente intensi da rendere molto impervia l'individuazione di forme "originarie" ed "esclusive" dell'uno o dell'altro gruppo. Ciò nonostante i rapporti con l'ambiente, o meglio con le modalità attraverso cui si interagisce con l'ambiente, effettivamente contribuiscono alla selezione di strumenti e alla plasmazione di forme espressive che presentano alcuni tratti ricorrenti.
Il mare separa ma anche unisce. E le visioni comparate di questi "mari" distanti eppure simili suggeriscono innumerevoli itinerari di senso: il senso della realtà, dell'acqua salata in perenne movimento, ora in armonia ora in contrasto con le umane aspirazioni, ma anche il senso che scaturisce dai possibili modi della sua rappresentazione. Stili diversi per raccontare storie parallele, dove i suoni giocano un ruolo decisivo nello strutturare il dramma: tra la realtà, significata attraverso il sonoro in presa diretta utilizzato da Vittorio De Seta, e la sua creativa trasfigurazione, come nei filmati di produzione olandese che qui andremo ad apprezzare.
Sergio Bonanzinga
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I musicisti, provenienti da differenti culture geografiche (Olanda, Stati Uniti, Sicilia) e musicali, dopo un periodo di lavoro creativo - singolarmente e di gruppo - realizzano le musiche eseguite dal vivo durante la proiezione di alcune pellicole aventi come oggetto il tema del mare.
Le composizioni saranno frutto delle risorse di ogni singolo componente: Michael Moore e Stefano Zorzanello comporranno le musiche che saranno alternate da momenti di composizione istantanea realizzate da tutti i musicisti. Il lavoro di musicazione non viene però svolto indipendentemente dalla visione delle immagini filmiche, ma queste costituiranno parte integrante della partitura stessa fornendo le esatte inflessioni per la scelta delle espressioni sonore: si realizzerà un profondo connubio tra la vibrazione della luce cinematografica e quella dei suoni. Vista la tematica tradizionale ed antropologica, saranno rigenerati temi della tradizione orale delle rispettive culture senza però ricadere nella trasposizione pedissequa di temi etnici: si tenderà al recupero di una forma attuale, contemporanea, di percezione sensibile dei suoni o del suono ancestrale sotteso ad ogni forma d'onda…
A SEA OF SOUNDS riflette una condizione che accomuna, da diverse prospettive, i Paesi Bassi e la Sicilia. Questi due Paesi hanno con il mare uno strettissimo rapporto segnato storicamente dalla sopravvivenza che può essere intesa ora come momento di ricerca e di conoscenza, ma anche di conquista, di qualcosa d'altro, ora come attesa verso qualcosa che dal mare possa arrivare per congiungersi, mescolarsi, arricchire, rinnovare o trasformare lo stato delle cose in un gioco di equilibrio naturale di scambio.
Il mare ha rappresentato e rappresenta tuttora il luogo/non-luogo dell'infinito e della libertà dell'uomo dall'uomo e dalla sua schiavitù; l'altra realtà, il sogno, l'avventura, la lotta primordiale dell'uomo e delle forze della Natura, ma anche la grande placenta di vita e di morte, come realmente dimostrano i fatti che in questi anni vedono la Sicilia ambita porta per il 'paradiso della sopravvivenza'.
Dal punto di vista della riduzione segnica, il mare come il suono si ritrovano accomunati dallo stesso elemento minimo, l'onda, che rappresenta, per i miti antropologici, il divino e l'origine delle cose, per la fisica, il movimento nello spazio/tempo e quindi la vita. La nostra esistenza quindi può dipendere da una frequenza ondulatoria: si può considerare una funzione vibrante… Come il suono.
Mettere insieme alcuni musicisti olandesi e siciliani, le cui aree geografiche e culturali sono state e sono legate all'elemento minimo dell'onda, è un occasione che vale la pena di perseguire per scorgere insieme il risultato di questo incontro/scambio: realizzare, durante un periodo di tempo di lavoro in comune, musiche originali, in simbiosi con le immagini di alcuni registi siciliani e olandesi che vedono il mare attore principale, sarà sicuramente un modo per verificare come si riescano ad avere diverse sfaccettature, diverse possibilità di relazione con lo stesso elemento naturale - reale o metaforico - e come oggi continua ancora a vivere ed essere espressione infinita di Se… Come il suono.
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Michael Moore (1954) è nato e cresciuto ad Arcata, California, Stati Uniti.
Dopo aver studiato con Jaki Byard, Gunther Schuller, Ran Blake, Joe Allard, Tom McKinley, Gorge Russell e Joe Maneri al New England Conservatory of Music, trascorre un anno a New York, dove lavora presso uno studio commerciale, presso classi di danza e un club di vela, prima di partire per l'Europa, per la prima volta nell'estate del 1978, per suonare con gli Available Jelly, accompagnamento musicale della Great Salt Lake Mime Troupe.
Dal 1982 vive ad Amsterdam dove lavorare col teatro (Baal, Dogtroep, De Voorziening, Teo Joling, Mug met de Golden Tand) e con la danza (Pauline De Groot, Katie Duck, Alessandro Certini, Shusaku Takeuchi e Virgilio Sieni) così come in vari contesti musicali quali Gijs Hendricks' Octet, Franky Douglas'Sunchild, Guus Janssen's Septet e Maarten Altena's Quartet e Octet. In seguito suona e registra con i gruppi di Mark Helias, Gerry Hemingway, Evert Hekkema, Sean Bergin, Maurice Horsthuis, Gorge Graewe, Klaus Konig, Burton Greene (Klezmokum), Simon Nabatov, Dave Douglas, Myra Melford, Mark Dresser, Ig Henneman e altri.
Nel 1986 riceve il premio Dutch jazz, il Boy Edgar Prijs. Nel 1997 Trio Clusone viene eletto primo gruppo acustico (Talent Deserving Wider Recognition) al Down Beat's Critics Poll; nel 2000 - 2002 Moore viene eletto primo clarinettista durante lo stesso concorso. Vince il "Bird Award" al Northsea Jazz Festival nel 2000.
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Michael Vatcher vive ad Amsterdam ma è originario della California negli Stati Uniti. Più di vent'anni fa è venuto in Europa con Michael Moore costituendo il famoso gruppo Available Jelly.
Fortemente attratto dall'Europa per le sue profonde radici culturali non ha mai realmente pensato di tornare in America. Michael Vatcher ha sviluppato la propria ricerca musicale in differenti direzioni grazie anche alla sua tecnica inimitabile e la sua espressione, nonché il suo senso di scavare fin dentro al più piccolo suono per evidenziarne la forte valenza di senso che si può trovare in ogni fonte di vita sonora: ciò fa di Vatcher uno dei batteristi più ricercato in Olanda e in Europa.
I suoi contributi si possono trovare nelle registrazioni di Maarten Altena, Michael Moore, Franky Douglas, Mathilde Santing, John Zorn, The Ex e molti altri.
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Stefano Zorzanello flautista, sassofonista e compositore, nato a Vicenza nel 1969. Dal 1988 ha vissuto a Bologna dove ha compiuto gli studi universitari (DAMS). Nel '97 e '98 lavora anche come operatore musicale di base nel carcere bolognese "La Dozza". Nel 1999 soggiorna per 2 mesi a Sydney e Melbourne grazie alla borsa di studio Movin'Up, compiendo una ricerca sull'immigrazione italiana in Australia che ha dato luogo all'opera multicodice Voci Italia Australia - storie di corrispondenza magnetica, prodotta da Link Project per Bologna 2000 Città Europea della Cultura. Dal '99 al 2003 si sposta a Roma collaborando con la scena locale dedita alla sperimentazione, e nel 2003 si sposta nuovamente a Catania assecondando una deriva che lo porta costantemente verso Sud-Ovest. Ha suonato dal vivo e in studio con musicisti quali: Dietmar Diesner, Chris Cutler, Phil Minton, Jon Rose, Otomo Yoshihide, Giancarlo Schiaffini, Fernando Grillo, Nicolas Roseeuw, Frank Schulte, Thomas Lehn, Alvin Curran.... Inoltre ha suonato sotto la guida di Fred Frith, Butch Morris, Eyvind Kang per l'esecuzione di opere da loro composte e dirette (Pacifica, 1994, Conduction 31, 1995, Virginal Co-Ordinates 2001).
Stefano Zorzanello è apparso più volte in trasmissioni radiofoniche su RAI Radio3 per Radiotre Suite Oltre il Sipario e per Audiobox con Mistress, Tiziano Popoli, Jon Rose, Centolire, Storyville.
Ha scritto le musiche originali per gli spettacoli "Il risveglio" (Bologna, Link 1997) e "Barcas" (Oporto, Teatro Nacional S.Joao, 2000), "Graal" (Roma Officine Molliconi, 2000) e "Woyzzeck" (Venezia, La Biennale teatro 2001)per la regia di Giorgio Barberio Corsetti.
Le sue composizioni sono state eseguite da: Mistress, Fred Frith Guitar Quartet, Fastilio, Eva Kant Ensemble, Orchestra Sinfonica del Teatro Comunale di Bologna, Strumentisti dell'Orchestra dell'Arena di Verona, Playground Ensemble. Negli ultimi anni s'interessa di environmental music, soundscape composition, ecologia acustica e paesaggio sonoro. È il presidente del Sicilian Soundscape Research Group (Gruppo Siciliano di Ricerca sul Paesaggio Sonoro - SSRG). Ha tenuto seminari presso l'Università di Palermo - Facoltà di Lettere e Filosofia - su Ecologia dell'ambiente e Paesaggio sonoro.
Sandro Librio è nato ad Erice nel 1982, inizia lo studio del violino, del pianoforte e della composizione. A Trapani incontra Giovanni Sollima, incontro fondamentale per la sua formazione. Studia a Genova con Giuseppe Gaccetta, a Marsala con Zoya Nademliska, a Roma con Francesco Peverini ed a Trapani con Enrico Orlando. Nel 2004 incontra Lelio Giannetto attivando una stretta collaborazione con l'associazione per la musica contemporanea Curva Minore con cui realizza, durante ASCOLTA PALERMO /PALERMO ASCOLTA - giornate internazionali sul paesaggio sonoro, la performance sperimentale Tra Regni e Specie Diversi, una composizione di Stefano Zorzanello per la sonorizzazione dell'Orto Botanico di Palermo. Inizia lo studio della musica elettronica dapprima con Domenico Sciajno poi con Francesco Galante, nello stesso anno suona al Dar Bach Hamba (Tunisi) per la Fondazione Orestiadi di Gibellina. Nel 2005 fonda il 38° Parallelo, gruppo di lavoro sensibile all'avanguardia teatrale, musicale e della video arte, per cui scrive lo spettacolo teatrale Operazione Zero che andrà in scena ad Erice, Palermo e Roma. A Palermo vince il primo premio al concorso teatrale Agricantus scrivendo le musiche per lo spettacolo Arabbi. Collabora stabilmente con il regista Francesco Siro Brigiano curando tutta la produzione e la post-produzione audio e scrivendo le musiche per i suoi lavori.
Nel 2006 insieme al violoncellista e compositore Giuseppe Civiletti, realizza una tournèe di tre mesi che, dopo aver attraversato le principali città italiane e spagnole si concluderà a New York con il film musicale Ground Zero.
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