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18 gennaio 21 marzo
Laboratorio IMPROVVISAZIONE PER MUSICA D'INSIEME
A cura di Stefano Zorzanello
"Il vero mastro non è colui che ti insegna a navigare, ma colui che ti insegna il desiderio del mare aperto" (anonimo)
Forse perché la musica è innanzitutto - e comunque - un fenomeno e un sapere
sociale, nel momento in cui ci poniamo il problema di trasmettere questo
sapere, è di primaria importanza la dimensione collettiva in cui la
trasmissione del sapere possa avere luogo. Non a caso se molti dei percorsi
della nostra cultura conducono verso esiti nichilistici, personalistici,
solipsistici e fortemente asociali è sicuramente anche perché veniamo educati
in questo modo: puntare su un recupero della dimensione collettiva e spontanea
del fare musica, significa in quest'epoca pensare ad una idea di musica che
sia innanzitutto un modo per vivere più eutonicamente la dimensione sociale
che ci è propria.
Sotto il profilo metodologico il primo problema che si affronta in un gruppo
di persone che suonano assieme, è l'eterogeneità dei livelli di competenza, di
motivazione, di obiettivi etc. Questo obbliga l'insegnante a collocare le
scelte didattiche su un terreno che sia il più onnicomprensivo possibile e
inevitabilmente che porti alla radice dell'esperienza del fare musica:
l'esperienza della produzione e dell'ascolto del suono.
Il suono dunque diventa il fulcro della nostra attenzione. La dimensione
collettiva del lavoro inoltre sarà impostata spesso nei termini del gioco.
I giochi sonori, saranno dei procedimenti di produzione e scambio di suoni,
definiti da regole semplici; si scoprirà che le regole in realtà determinano
il punto di vista, il fuoco, su un aspetto particolare della musica. Il gioco
viene ad essere una metodologia fondamentale perché attraveso di esso si
instaura la relazione. La relazione tra i componenti del gruppo innesca la
dimensione del cerchio sonoro (caratteristico di molti esercizi/giochi
proposti); la dimensione circolare tende a spostare la relazione
insegnante-allievo verso quella allievo-allievo e a risultare fondativa del
fenomeno del gruppo, sia in senso strettamente pratico che emotivo; il gioco
giocato all'interno del gruppo, raccoglie la concentrazione dei partecipanti
producendo divertimento e appagamento nel realizzare della musica insieme a
partire da regole semplici che poi si dimostrano non poi così semplici, e
soprattutto non banali. Il gioco produce un incremento del livello collettivo
di attenzione, gratificazione per il risultato immediato direttamente
esperibile, consapevolezza dell'ampliamento delle proprie possibilità di
azione, in una parola apprendimento.
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